Le famiglie olearie con i produttori: “Va differenziata l’alta qualità”

La solidarietà ad olivicoltori, frantoiani e cooperative da parte dei grandi nomi dell'olio italiano riuniti in Unifol che rilanciano: "Serve un intervento strutturale per distinguere l'Evo nazionale da tutti gli altri"
Economia
Views: 136

Le famiglie olearie aderenti a Unifol esprimono la loro solidarietà agli olivicoltori, ai frantoiani e alle cooperative che nei giorni scorsi hanno manifestato a Bari per denunciare il crollo dei prezzi dell’extravergine, il peso delle giacenze invendute e l’impennata dei costi di produzione.

L’Unione italiana delle famiglie olearie, che raggruppa storici marchi industriali del settore, sottolinea come la sofferenza sia condivisa lungo tutta la catena del valore. Negli ultimi mesi, infatti, le stesse aziende associate hanno dovuto gestire scorte acquistate a costi elevati e successivamente svalutate dall’andamento negativo del mercato, affrontando pesanti perdite e una profonda incertezza economica.

Giuseppe Vacca

«Conosciamo bene la sofferenza di chi è sceso in piazza, perché è anche la nostra», afferma il presidente di Unifol, Giuseppe Vacca. «Quando il valore dell’olio crolla, a soffrire è l’intera filiera, dal campo alla bottiglia. Per questo condividiamo il disagio espresso in queste settimane».

Secondo l’associazione, la situazione attuale non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesimo capitolo di una dinamica ricorrente che alterna impennate dei listini a repentini crolli. Per superare questa instabilità non bastano più i soli interventi d’emergenza: occorre una risposta strutturale che vada oltre l’aumento della produzione nazionale o gli investimenti in comunicazione. Per Unifol è indispensabile riposizionare l’olio italiano d’eccellenza, dotandolo di strumenti oggettivi e parametri trasparenti per distinguerlo chiaramente dagli extravergini comunitari.

«Il problema non sono gli oli spagnoli o comunitari», prosegue Vacca. «Il problema è l’olio italiano e quello che abbiamo fatto, o non abbiamo fatto, per differenziarlo. Le frodi prosperano grazie a interessi e connivenze che vanno scardinati senza esitazioni. Ma se oggi il consumatore non distingue un extravergine italiano dagli altri, dobbiamo avere il coraggio di chiederci perché. Un grande olio italiano deve poter dimostrare, con parametri misurabili, perché vale di più e chi lo acquista deve poterlo riconoscere a scaffale. Sono anni che lo chiediamo, in ogni sede. Quanto vogliamo aspettare ancora? Ci chiediamo a chi dà fastidio un olio italiano di alta qualità?»

In conclusione, Unifol mette a disposizione delle organizzazioni agricole, dei frantoiani e delle istituzioni l’esperienza e le competenze delle proprie aziende storiche, rinnovando l’invito a un tavolo di confronto aperto e immediato per definire insieme gli strumenti necessari al rilancio e alla valorizzazione del settore.

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter qui!

Imposta OlivoNews come fonte di notizie principale su Google News cliccando qui!

Tags: famiglie olearie, in evidenza, olio di oliva, olio extravergine di oliva

Potrebbe piacerti anche

Bando Xylella: 30 milioni per la rigenerazione olivicola
Così le nuove tecnologie migliorano la produttività dell’olivo

Author

Potresti leggere