La produzione di olio d’oliva nell’Unione Europea per la campagna 2026/2027 si attesterà su circa 2,4 milioni di tonnellate, con la Spagna a fare da traino a quota 1,6 milioni. Seguono la Grecia con 300.000 tonnellate, l’Italia con 280.000 e il Portogallo con 195.000.
Questi i dati preliminari presentati dal vicedirettore esecutivo dell’Organizzazione Internazionale dell’Olio d’Oliva (CIO), Abderraouf Laajimi, in occasione della 67ª riunione del Comitato consultivo, appuntamento che ha visto la partecipazione di circa 80 rappresentanti del settore e oltre 30 osservatori da 12 Paesi.

Oltre ai volumi produttivi e alle potenzialità di crescita della domanda sui nuovi mercati internazionali, l’incontro si è focalizzato sulla sostenibilità ambientale attraverso il lancio ufficiale del nuovo calcolatore del bilancio di carbonio. Sviluppato nell’ambito del Carbon Balance Project del CIO e validato con dati di campo, lo strumento è ora accessibile a livello globale in tre lingue (inglese, francese e spagnolo) con possibilità di esportare i report in formato PDF ed Excel.
Il software consente di valutare le emissioni di gas serra e l’assorbimento di carbonio a livello di singola parcella, incrociando l’impatto della gestione agronomica (fertilizzanti, energia, pascolo) con la capacità di sequestro della CO₂ nella biomassa arborea e nel suolo. Durante i lavori è stato illustrato un caso di studio pratico per mostrare come la modulazione delle pratiche colurali incida direttamente sul bilancio energetico netto del frutteto.
La riunione si è conclusa con la definizione del nuovo Bureau per il 2027, la cui presidenza è stata affidata all’Italia (Gennaro Sicolo), affiancata dalla Spagna per la vicepresidenza delle olive da tavola (con il supporto di Algeria e Iran) e dalla Tunisia per la vicepresidenza dell’olio d’oliva (supportata da Algeria e Tunisia), con l’ingresso pianificato di delegati da Giordania e Spagna.



















