Caolino contro l’irraggiamento: ma è efficace solo se di qualità

Domenico Bucca, tecnico di Clay & Clay, spiega le differenze
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Le ondate di calore che stanno caratterizzando il nostro paese ormai dal maggio scorso, unitamente alla emergenza siccità, inducono le imprese agricole a proteggere dall’irraggiamento solare qualsiasi coltivazione, oliveti compresi.
Tra gli studi che hanno affrontato le soluzioni più efficaci, emergono in maniera evidente quelli che individuano nel caolino una delle migliori protezioni naturali: essendo una sostanza imbiancante riflette i raggi del sole e genera un effetto “anti-riscaldo” alla pianta perché abbassa la temperatura. Ma c’è caolino e caolino. Domenico Bucca (nella foto), tecnico commerciale di Clay & Clay, proprietaria del marchio AgriBioClay, ne spiega le differenze e ci aiuta a capire bene come orientare la scelta.
“Per quanto si parli genericamente di caolino come di una unica sostanza – chiarisce subito – in realtà sotto il profilo mineralogico i giacimenti non sono uniformi. Per definirsi caolino, la roccia deve avere almeno il 60% del minerale di riferimento, cioè la caolinite, ma è chiaro che più alti sono i valori di tale minerale, maggiore è la garanzia di essere in presenza di un prodotto puro e privo di inquinanti”.
Quali caratteristiche presenta un caolino in purezza?
“Almeno tre: il già detto alto valore di caolinite, la proprietà di riflettere appieno la luce e la capacità di assorbire l’umidità notturna che viene rilasciata poi di giorno a beneficio della pianta”.
Come si distribuisce il caolino sugli olivi?
“Tramite nebulizzazione, Il caolino non si scioglie in acqua, si assiste viceversa ad una dispersione. Se ne utilizza da 3 a 10 chili ogni 100 chili d’acqua a seconda del tipo di caolino, della coltura, del macchinario utilizzato. Forma una sottile pellicola bianca, più o meno uniforme che protegge foglie e frutti dall’eccessivo irraggiamento solare, filtrando sia le radiazioni infrarosse che le radiazioni ultraviolette, riducendo la temperatura superficiale di foglie e frutti. Trattiene l’umidità e la rugiada. Riduce la necessità idrica delle piante, migliora il processo di fotosintesi e previene la caduta dei frutti non maturi dovuta a stress termici”.
L’effetto sulle olive?
“Studi scientifici consolidati, già sviluppati agli albori degli anni 2000, confermano che il caolino di qualità aumenta la pezzatura dei frutti, favorisce la migliore inolizione, garantisce un maggiore contenuto in polifenoli nell’olio”.
Ne è consigliato anche l’impiego contro i fitofagi, giusto?
“Esattamente, crea un ambiente ostile alla deposizione delle uova da parte degli insetti, in particolare la mosca dell’olivo, confondendone il comportamento, evitando così gli attacchi sui frutti, e limitando la riproduzione degli insetti nocivi”.
Quali limitazioni per l’utilizzo?
“Essendo un prodotto naturale, innocuo per l’uomo e gli animali, classificato come polvere di roccia, corroborante potenziatore delle difese naturali dei vegetali, non è riconducibile all’agrofarmaco, è in libera vendita e non vi è bisogno di patentino. Non solo, il Ministero delle Politiche Agricole ha anche recepito il Regolamento europeo consentendone, per le caratteristiche che presenta, l’impiego tal quale in agricoltura biologica”.

Per saperne di più: https://agribioclay.com/

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