Carapelli e l’accordo di filiera: cinque anni di successi

Il primo accordo all'interno della filiera: piena soddisfazione
Economia
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Sono circa 200 le aziende che aderiscono all’accordo di filiera dell’olio extravergine italiano siglato da Carapelli Firenze e Confagricoltura e di cui si sono celebrati 5 anni dalla sua istituzione. È stata la prima esperienza di collaborazione all’interno della filiera tra settore primario e industria olearia e, a distanza di tempo, è convinzione comune che i vantaggi, per entrambe le parti, siano stati significativi. Al riguardo è stata Anna Cane, Scientific & Public Affairs Director Carapelli Firenze del Gruppo Deoleo (nella foto), a sottolineare quali siano i punti di forza dell’accordo:
Aspetti economici – Una premialità sul prezzo di mercato e l’impegno di acquisto da parte di Carapelli (il valore al consumo dell’olio frutto dell’accordo è di circa 25 milioni di euro);
Aspetti qualitativi – Una serie di standard di qualità restrittivi, tra cui un profilo organolettico ben definito, acidità molto bassa, max 0,3, un contenuto minimo di polifenoli e residui di fitofarmaci più restrittivi rispetto ai limiti europei;
Aspetti logistici – La necessità di maggiore aggregazione del prodotto con sistemi logistici che proteggano la qualità;
Tracciabilità certificata – Sia in termini di provenienza che di cultivar (nuove tecnologie per la tracciabilità);
Certificazione di sostenibilità – Secondo un protocollo aziendale molto rigido verificato e certificato da Interteck.
L’accordo si inserisce, per Carapelli Firenze, nella strategia di sviluppo del segmento premium 100% Italiano, declinato in varie forme (tracciato, sostenibile, bio, non filtrato).
“Una ricaduta importante – ha sottolineato Anna Cane – è stata quella di poter contare su operatori di fiducia. Si è usciti dalla logica di cliente-fornitore e si è passati a quella di partner. Si sono creati nuovi stimoli per le nuove generazioni di olivicoltori. È stato molto interessante vedere l’entusiasmo e l’energia dei giovani olivicoltori e frantoiani, molto più aperti a innovazione e collaborazione”. Il frutto del lavoro dell’accordo è ben visibile nel prodotto 100% Italiano Il Nobile – che negli ultimi cinque anni è cresciuto del 50% e le famiglie consumanti sono cresciute del 20%.
Soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentanti della parte produttiva: “Cinque anni or sono, – ha sottolineato Tommaso LoiodicePresidente Unapol – siamo stati antesignani nel promuovere e concretizzare quelli che oggi risultano essere valori inderogabili di estrema attualità. La complessità del tema sostenibilità, che non può declinarsi solo in termini ambientali ma anche in quelli socio-economici, può materializzarsi se si è capaci di creare una cultura trasversale che parte dai campi e arriva al consumatore. Ciò che più ha entusiasmato questo percorso è il poter affermare che oggi esiste una comunità di aziende agricole, frantoi, Op, Aop, tecnici del settore, associazioni di categoria (Confagricoltura) che insieme all’industria (Carapelli) condividono le sfide e le preoccupazioni del comparto olivicolo e non solo”.
“È stata la prima esperienza di collaborazione all’interno di tutta la filiera” ha ricordato Paolo Mariani, direttore di Op Confoliva che ha aggiunto: “Sono 5 anni che funziona e funziona anche bene. E dunque ci auguriamo che questa positiva esperienza duri anche in futuro”.

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Tags: Anna Cane, Carapelli, Confagricoltura, in evidenza, Loiodice, Mariani

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