All’indomani della notizia data da OlivoNews circa il tavolo convocato dall’assessore all’agricoltura della Puglia, Francesco Paolicelli, per fare il punto sulle criticità presenti nel settore olivicolo-oleario, con particolare riferimento al crollo del prezzo e alle significative scorte detenute in regione, arrivano le prime proposte.
Qui Frantoiani di Puglia

Forte preoccupazione per l’attuale scenario di mercato, caratterizzato dal crollo del prezzo dell’olio sfuso e dalle incertezze che accompagnano la prossima campagna olearia, viene espresso dall’Associazione frantoiani di Puglia. “Riteniamo necessario avviare una riflessione concreta sulla struttura produttiva del comparto – sottolinea il presidente Stefano Caroli – al fine di programmare interventi efficaci che contrastino le dinamiche speculative e la forte volatilità dei prezzi, attraverso un’analisi delle dinamiche di mercato che coinvolgono i diversi attori della filiera e le diverse fasi di certificazione e commercializzazione: dai produttori di olive alle cooperative, dai frantoi che operano esclusivamente in conto terzi fino a quelli che acquistano olive e vendono olio sfuso all’industria di confezionamento, e infine i frantoi che acquistano le olive e chiudono l’intera filiera attraverso confezionamento, valorizzazione del marchio e promozione sui mercati nazionali e internazionali.
Secondo l’Associazione dei frantoiani di Puglia la fase di trasformazione del prodotto va sostenuta con maggiore decisione, creando condizioni favorevoli alla crescita, alla qualificazione professionale e alla promozione commerciale. In questo senso, potrebbe rappresentare un’opportunità importante valorizzare la normativa Regionale attraverso misure che incentivino, ad esempio, l’assunzione di un Mastro Oleario iscritto all’Albo della Regione Puglia, insieme ad altre agevolazioni dedicate alla promozione e all’internazionalizzazione delle imprese.
“Un secondo tema che desideriamo sottoporre all’attenzione del Tavolo – ha aggiunto Caroli – riguarda le future sfide nel Piano di Rigenerazione Sostenibile per la Xylella. Apprezzando pienamente il sostegno economico messo a disposizione dalla Regione e segnaliamo che alcuni produttori riscontrano criticità legate alla cultivar Lecciana. Per questo chiediamo alla Regione Puglia di fornire chiarimenti tecnici e commerciali ufficiali”.
Qui Confagricoltura

“Per mitigare i danni della Xylella servono bandi chiari, i 30 milioni devono arrivare davvero alle imprese agricole pugliesi che da anni pagano il prezzo più alto dell’emergenza”, così il presidente di Confagricoltura Puglia, Antonello Bruno, in vista dell’incontro di domani, martedì 19.
Per Confagricoltura Puglia l’obiettivo dei 30 milioni di euro stanziati è condivisibile, così come la finalità di sostenere il reimpianto con varietà resistenti o tolleranti e la riconversione verso altre colture nelle aree colpite. Ma proprio perché si tratta di una misura attesa da anni, il bando deve essere chiaro, coerente con il decreto attuativo e realmente accessibile alle imprese agricole, senza zone d’ombra interpretative che rischino di rallentare o restringere l’accesso al sostegno.
Tra i punti che Confagricoltura Puglia sottoporrà alla Regione vi è anzitutto la necessità di chiarire con precisione chi siano i beneficiari. Nella bozza, infatti, secondo l’organizzazione, si registra una commistione tra la definizione di “agricoltore attivo” e quella di piccole e medie imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli, un nodo che va sciolto in modo inequivocabile per evitare esclusioni, contenziosi e incertezze applicative.
L’organizzazione chiede inoltre che sia definito in modo puntuale cosa si intenda per “progetto collettivo”, come debba essere disciplinato e come vada concretamente applicata la priorità per le forme associate prevista dal decreto ministeriale richiamato nelle osservazioni. Allo stesso modo va chiarito il significato del requisito relativo al danno o alla distruzione del valore economico del patrimonio olivicolo aziendale non inferiore al 30 per cento, perché da questo passaggio dipende l’effettiva platea delle imprese ammissibili.
Un altro punto centrale riguarda i criteri di selezione. Confagricoltura Puglia ritiene che il danno non debba essere misurato con il solo parametro della produzione standard, ritenuto non sempre aderente alla realtà del comparto, ma che debba tenere conto in modo più equo degli ettari realmente danneggiati e anche delle eradicazioni già effettuate, verificabili attraverso il fascicolo aziendale storico e la documentazione già trasmessa via PEC.


















