Frodi sull’olio, in Andalusia sanzioni per quasi 900 mila euro

Un piano speciale per controllare oltre il 30% degli operatori, dai frantoi agli imbottigliatori fino ai supermercati: in 60 casi riscontrate infrazioni gravi o gravissime
Senza categoria
Views: 104

L’Andalusia serra i ranghi a difesa dell’oro verde. Il governo della regione che da sola produce oltre l’80% dell’olio spagnolo ha chiuso il bilancio dei controlli 2025 sulla qualità e la tracciabilità dell’olio d’oliva con un quadro di verifiche imponente, che ha interessato frantoi, raffinerie e impianti di imbottigliamento della regione per un totale di 333 ispezioni ufficiali. L’attività di vigilanza, come riporta Olimerca, ha portato all’emissione di 60 multe per infrazioni classificate come gravi o gravissime, facendo registrare sanzioni per complessivi 871.992 euro.

Analizzando i dati territoriali emergono differenze marcate tra le province. Da un lato Córdoba si è distinta per la maggiore capillarità operativa, con ben 102 interventi ispettivi effettuati presso le aziende del settore oleario. Dall’altro Siviglia ha fatto registrare l’importo economico più pesante, toccando quota 521.836 euro in sanzioni e includendo anche la multa individuale più alta dell’intera regione, pari a ben 300.000 euro.

Ma quali sono state le irregolarità che hanno fatto scattare i provvedimenti? Nella maggior parte dei casi le sanzioni sono state comminate a seguito di discrepanze emerse tra la categoria commerciale dichiarata dalle aziende e quella effettivamente determinata tramite analisi di laboratorio, sia chimiche che sensoriali, sui campioni prelevati. Gli ispettori hanno inoltre riscontrato diverse carenze nei sistemi di tracciabilità aziendale, errori nella documentazione del prodotto e irregolarità nelle etichette destinate ai consumatori finali.

Il sistema di sorveglianza andaluso non si limita tuttavia ai soli controlli sugli impianti di trasformazione. Ogni anno vengono infatti eseguiti oltre cento controlli preventivi di conformità che portano all’analisi di più di 400 campioni di olio d’oliva confezionato, in linea con i parametri dell’Unione Europea che impongono verifiche periodiche in base ai volumi di vendita. Questo approccio permette di coprire l’intera filiera, dal campo e dal frantoi fino allo scaffale del supermercato.

Ciò che distingue il modello andaluso è la sua straordinaria intensità: il piano speciale della regione riesce a sottoporre a controllo oltre il 30% degli operatori del settore oleario. Si tratta di una percentuale decisamente superiore rispetto al parametro di riferimento fissato dal Piano nazionale spagnolo, che oscilla tra il 15% e il 20%. Uno sforzo rigoroso e necessario, motivato dalla rilevanza economica strategica del comparto: l’olio d’oliva rappresenta infatti il 7,8% delle esportazioni totali della comunità autonoma, confermandosi il prodotto di punta assoluto nella categoria dei grassi e degli oli.

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter qui!

Imposta OlivoNews come fonte di notizie principale su Google News cliccando qui!

Tags: frode olio, in evidenza, olio spagnolo

Potrebbe piacerti anche

Nessun risultato trovato.
Nessun risultato trovato.
Nessun risultato trovato.
Oli DOP e IGP, qualità certificata che crea valore per imprese e territori
Granieri: “Va sospeso l’arrivo di olio extra-Ue senza dazi”

Author

Potresti leggere