La ripuntatura del terreno dell’olivo contro tre insidiosi insetti

L’inverno rappresenta il momento strategico per intervenire sul sistema radicale dell’olivo, agendo direttamente nel suolo
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L’inverno rappresenta il momento strategico per intervenire sul sistema radicale dell’olivo, agendo direttamente nel suolo contro tre fitofagi sotterranei particolarmente insidiosi: l’Oziorrinco, i Maggiolini e la Cicala.

Questi insetti, pur appartenendo a gruppi diversi, condividono una fase larvale sotto terra, che può compromettere seriamente la salute e la produttività dell’olivo, nutrendosi delle radici o della loro linfa.

La larva di Oziorrinco (Otiorhynchus spp.) è piccola, lunga circa 1 cm, di colore bianco crema, ripiegata a “C” e priva di zampe. Sull’olivo il danno principale consiste nell’erosione dei peli radicali, con conseguente riduzione dell’assorbimento idrico e nutrizionale e maggiore suscettibilità agli stress biotici e abiotici.

Le larve dei cosiddetti “maggiolini”, appartenenti alle specie Melolontha melolontha, Amphimallon solstitiale e Phyllopertha horticola, presentano la tipica morfologia a “C”, con corpo biancastro, robuste zampe toraciche e mandibole fortemente sviluppate. Le dimensioni variano dai 15–20 mm fino ai 40–50 mm. La loro modalità di alimentazione consiste nel recidere le radici fini e, nelle specie di maggiori dimensioni, anche le radici primarie, causando una progressiva riduzione dell’apparato radicale e un conseguente deperimento della parte aerea.

Per la Cicala (Cicadidae) la fase dannosa è esclusivamente quella giovanile, che si svolge interamente nel terreno. A differenza dei coleotteri, non si nutre dei tessuti radicali ma succhia la linfa per diversi anni, causando un indebolimento cronico che rallenta la crescita dei germogli e rende la pianta più vulnerabile ad altri stress.

Soluzione agronomica

In presenza di queste infestazioni, la ripuntatura può contribuire a ridurre la pressione larvale e a migliorare le condizioni del suolo, configurandosi come utile all’interno di una strategia di difesa integrata.

A differenza della comune fresa, il ripuntatore agisce in profondità senza compromettere la struttura del terreno.
Il passaggio delle ancore rompe fisicamente le gallerie delle cicale e le celle di svernamento dei coleotteri, portando le larve in superficie, dove risultano più esposte al gelo invernale e ai predatori naturali.

La ripuntatura, inoltre, aumenta l’ossigenazione del terreno, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di funghi entomopatogeni come “Metarhizium anisopliae” e “Beauveria bassiana”.

Questi microrganismi, naturalmente presenti nei suoli sani, possono vivere come saprofiti, nutrendosi di materia organica, o come endofiti, colonizzando i tessuti vegetali senza arrecare danno. Entrambi sono parassiti naturali degli insetti, quando una spora entra in contatto con la cuticola della larva, germina e penetra all’interno, portando l’ospite alla morte.

Metarhizium anisopliae lascia sui cadaveri una caratteristica polverina verde scuro, mentre Beauveria bassiana produce un’efflorescenza bianca, nota come “calcino”.

È importante ricordare che questi funghi entrano in dormienza sotto i 10 °C, la ripuntatura invernale agisce, quindi, in due tempi, nell’immediato espone le larve al freddo, mentre nel medio periodo prepara il terreno affinché l’attività dei funghi possa riprendere con l’aumento delle temperature primaverili.

Consigli pratici

Per ottenere i massimi benefici senza danneggiare le piante, il terreno con olivi adulti va lavorato nell’interfila mantenendo una distanza di 1–1,5 metri dal tronco, mentre va aumentata la distanza negli olivi giovani, il cui apparato radicale è più superficiale e sensibile operare a una profondità di 30–40 cm, sufficiente per intercettare la maggior parte delle larve e arieggiare la rizosfera.

Conclusioni

La gestione invernale del suolo rappresenta un intervento tecnico strategico, un apparato radicale sano, sostenuto da un terreno ben arieggiato e con bassa presenza di larve dannose, costituisce la prima linea di difesa dell’olivo.
Nei contesti in cui le infestazioni sono state rilevanti negli anni precedenti, può risultare utile integrare la popolazione naturale dei funghi entomopatogeni al risveglio vegetativo, mediante applicazioni mirate di formulati a base di Metarhizium e Beauveria. Radici sane significano piante più forti ed è da qui che inizia la difesa dell’olivo.

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Tags: in evidenza, oliveto, olivicoltura, ripuntatura dell'olivo, terreno dell'olivo

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