Con le basse temperature torna il rischio rogna dell’olivo

Bene i prodotti rameici, ma durante le ore più calde
AIPO
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Temperature in discesa in questa ultima decade di dicembre, con termometro sceso sotto gli zero gradi di notte in alcune regioni del centro-nord e comunque con freddo pungente anche durante le ore di luce della giornata.
“Vi sono oliveti su colline intorno ai 500 metri – sottolinea al riguardo Enzo Gambin, direttore dell’Associazione interregionale produttori olivicoli (Aipo) – che hanno già mostrato danni da gelo sulle punte delle foglie. Ricordiamo agli olivicoltori, se non hanno provveduto, che è meglio che tornino negli oliveti per apportare quelle sostanze che aiutino la pianta a superare meglio questi periodi di gelo improvviso. Anche perché abbiamo avuto già due giorni di gelicidio”.
Cosa sia il gelicidio il direttore di Aipo lo spiega così: “Gelicidio è quell’attività che svolge la pioggia quando si ferma per lungo tempo sui rami e rametti degli alberi e gela. E gela in maniera tale che il freddo penetra nei tessuti della pianta, magari quelli appena sotto l’epidermide, e questo può provocare dei danni se tali temperature si protraggono nel tempo . Ricordiamo – continua Gambin – che i danni dal gelo, anche limitati, creano ferite nelle foglie, così come nei rametti, e possono essere veicoli di infezione di rogna dell’olivo. Anche se siamo in periodo invernale, questo batterio penetra all’interno ed è capace di andare ad infettare i tessuti. Perciò, se ci accorgiamo che nelle nostre piante il freddo o il gelo creano microferite o addirittura delle ferite ben visibili, è meglio tornare in oliveto ed eseguire, senza aspettare la ripresa vegetativa, un intervento fitosanitario con dei prodotti rameici in modo da disinfettare queste lesioni, considerato che il rame ha una azione battericida”.
La rogna dell’olivo, come noto, può portare ad una perdita di produzione e anche un’eventuale disseccamento della parte colpita. Come riconoscerla? Non è difficile: la parte attaccata è infatti ben visibile poiché sulla stessa si formano diversi tumori globosi, dunque delle vere e proprie protuberanze che hanno una superficie rugosa e a volte sono anche caratterizzati da piccole aperture. Ovviamente la dimensione delle escrescenze tumorali cambia in base a quanto e quando la malattia si è diffusa.
“Da considerare anche – conclude Gambin –  che sono possibili della piccole fitotossicità a causa delle basse temperature, perciò se andiamo ad eseguire questo intervento fitosanitario, è bene che sia effettuato durante le ore più calde della giornata”.

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