Olio Coratina: la norma sugli steroli non può attendere Bruxelles

Per evitare i due anni di attesa come è toccato a Nocellara del Belice e Koroneiki, Gennaro Sicolo (Italia Olivicola) sollecita istituzioni e organismi di rappresentanza
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Dal lontano 2024 OlivoNews aveva posto il problema che si stava presentando alla Coratina per il mancato raggiungimento dei 1000 mg/Kg di steroli, obbligatorio per il riconoscimento di olio extravergine di oliva. Lo aveva fatto con un titolo emblematico “Coratina, un olio di oliva sotto scacco dei poteri forti” (rimando all’articolo cliccando sopra il titolo). Un tema rimasto a lungo sotto traccia, ma divenuto di attualità proprio perché nel 2024 la commissione di chimici del Consiglio oleicolo internazionale aveva preso atto dei risultati sui campioni analizzati negli ultimi tre anni da tre laboratori accreditati per le varietà Nocellara del Belice e soprattutto Koroneiki (le quali scontano lo stesso problema), dando di fatto gli strumenti al COI di deliberare in merito, proponendo la seguente dicitura: “nel limite di 1000 mg/kg per gli steroli totali nello standard commerciale Ioc, viene aggiunto un asterisco con la nota: *Un olio extra vergine di oliva che presenti steroli totali ≥ 800 mg/kg è autentico purché prodotto dalla varietà Koroneiki o Nocellara del Belice”.

Olive di varietà Coratina

Di uniformare anche la Coratina ai limiti in asterisco, non c’era allora alcuna traccia. Perché a livello chimico, benché studi fossero stati fatti confermando che molto spesso la varietà pugliese non arrivava a toccare i 1000 mg/Kg, non erano giunti alla commissione del Coi risultati ufficiali e accreditati come per le altre due varietà.

Parliamo del 2024, al termine del quale anno il COI ha recepito ufficialmente le indicazioni della commissione dei chimici. A distanza di due anni è stato emanato nei giorni scorsi da Bruxelles il Regolamento europeo che accoglie quella decisione.

Già due anni. E se c’è voluto così tanto tempo all’Unione Europea per legiferare, è facile immaginare che la decisione del COI del luglio scorso di riconoscere anche alla Coratina il limite inferiore ai 1000 mg/Kg e dunque la titolarità per la definizione extravergine dovrà attendere altrettanto tempo per essere codificata.

Gennaro Sicolo

Proprio per scongiurare questo ritardo, che pone problemi tutt’altro che banali, è intervenuto oggi Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola e da poco nominato presidente del Comitato Consultivo del COI sollecitando una pressione a livello istituzionale e di associazioni di categoria per adeguare il Regolamento europeo ed inserirci che la Coratina.

Problemi tutt’altro che banali, si diceva: non raggiungendo il limite dei 1000 mg/Kg previsti per il riconoscimento di olio extravergine di oliva, nella commercializzazione del prodotto ai grandi gruppi oleari (che spesso utilizzano la Coratina come varietà di eccellenza organolettica per blend con altre cultivar che hanno steroli con valori largamente superiori), non si riuscirebbe a spuntare quel prezzo che invece meriterebbe.

“L’esigenza di poter usufruire della soglia minima di steroli fissata a 800 mg/kg – sottolinea Sicolo lanciando un appello a istituzioni nazionali egli organismi di rappresentanza del settore – è avvertita
dai produttori italiani di olio monovarietale Coratina, e sarebbe opportuno consentire che
ciò avvenga a partire dalla fase di commercializzazione della produzione 2026-2027”. Un auspicio che, stante quanto hanno dimostrato i burocrati di Bruxelles, in pochi sono disposti a scommettere che si potrà concretizzare.

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Tags: Coratina, extravergine, in evidenza, Koroneiki, Nocellara del Belice, olio di oliva, Sicolo, steroli

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