Olivicoltura, l’utilità di studiare il ciclo completo di un insetto

Un esempio concreto di una corretta indagine diagnostica in oliveto per individuare la specie del fitofago e indirizzare le strategie di difesa
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Nelle ultime settimane, in alcuni oliveti sono state osservate piccole larve su foglie giovani, accompagnate da erosioni superficiali e da minute deiezioni. Il danno su olivi adulti è praticamente irrilevante: la pianta compensa facilmente le erosioni fogliari e non si osservano ripercussioni produttive.

Le prime fotografie, scattate direttamente in campo, mostravano bruchi chiari con capo più scuro e dimensioni ridotte: un quadro che ha reso necessario verificare se potesse trattarsi di Pandemis spp., una tortricidae ampiamente diffusa, spiccatamente polifaga e potenzialmente presente anche in oliveto, soprattutto quando gli impianti sono contermini a frutteti o ad altre colture ospiti.

La situazione richiedeva, quindi, una corretta indagine diagnostica, fondamentale per distinguere le tortricidi fogliari da altre larve più frequenti nell’olivo, soprattutto nelle fasi precoci di sviluppo.

Per chiarire la natura dell’esemplare, il perito agrario Cecilia Adami ha scelto di procedere con un allevamento controllato. La larva, prelevata da un germoglio e mantenuta in condizioni costanti di temperatura e umidità, ha completato il proprio ciclo fino allo stadio adulto, permettendo così una diagnosi definitiva.

Lo stadio adulto

L’adulto ottenuto presentava infatti tutti i caratteri tipici di Prays oleae (Bernard), meglio conosciuta come Tignola dell’olivo: corpo sottile e allungato, ali strette e appuntite, pattern irregolare e non geometrico, frangia alare lunga e fine, antenne filiformi quasi della lunghezza del corpo. Nessuno dei tratti distintivi delle Pandemis era presente: ali trapezoidali, bande oblique, colorazioni calde e simmetriche, corpo più robusto.

Il caso è particolarmente significativo perché mostra quanto, nelle prime fasi larvali, la distinzione tra tortricidi e Tignola (Prays, fam.Iponomeutidi) possa risultare complessa.

Le larve giovani di Prays oleae, soprattutto nella generazione fillofaga e nelle prime fasi dell’antofaga, presentano una colorazione chiara, una capsula cefalica più scura e un comportamento alimentare che può ricordare quello delle tortricidi fogliari. Senza un’osservazione accurata dei caratteri cefalici, delle setole e della disposizione delle placche toraciche, il rischio di confusione è concreto, come mostrano anche le immagini iniziali che avevano motivato l’approfondimento di OlivoNews lo scorso marzo.

L’allevamento condotto dalla perita agraria Adami assume quindi un valore non solo diagnostico, ma anche didattico: ricorda che, quando l’osservazione diretta non basta, seguire l’insetto nel suo sviluppo rimane uno degli strumenti più affidabili.

Il periodo del ritrovamento della larva, 8 aprile, colloca l’adulto ottenuto nella generazione fillofaga della Tignola, in piena coerenza con il calendario biologico della specie.

Questo episodio dimostra come la diagnosi entomologica richieda metodo, rigore e, quando necessario, la pazienza di accompagnare l’insetto lungo il suo ciclo. Il lavoro di Cecilia Adami ne è un esempio concreto e prezioso, che arricchisce la conoscenza collettiva e contribuisce a migliorare la precisione dei monitoraggi nei nostri oliveti.

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Tags: in evidenza, insetto, oliveto, olivicoltura

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