Anche la Spagna alle prese con un rallentamenti delle vendite di olio di oliva. Dall’export, una delle voci più significativa per il paese maggior produttore al mondo, non sono arrivate nel mese di maggio quelle notizie che si speravano. Anzi, quello appena trascorso è stato in assoluto il mese più debole della stagione, con esportazioni che si sono attestate attorno a 73.600 tonnellate, un livello addirittura inferiore ai dati mensili registrati nella precedente campagna. Certo è che, ad oggi, le esportazioni di olio di oliva spagnolo hanno comunque raggiunto quasi il milione di tonnellate, per una media mensile di 100 mila tonnellate.
Sul fronte delle giacenze, questo si traduce con uno stoccaggio di quasi 800 mila tonnellate.
Secondo Olimerca, la spiegazione “risiede nel fatto che alcune grandi aziende imbottigliatrici hanno effettuato acquisti significativi di olio d’oliva dall’estero (principalmente da Tunisia e Marocco), che era stato bloccato in alcuni porti e che è entrato gradualmente nel paese. Si prevede che questa tendenza continui, poiché ci sono ancora spedizioni d’importazione che non sono state sdoganate”.
In questo contesto, evidenzia la testata giornalistica spagnola, “la goccia che potrebbe fare traboccare il vaso è che la strategia dei grandi rivenditori non stia contribuendo a stimolare i consumi. Attualmente, i gruppi di acquisto gestiscono i propri livelli di scorte su base giornaliera, adeguando l’inventario alla domanda di beni confezionati, che sembra mostrare segni di debolezza sugli scaffali dei negozi”.


















