La registrazione al Sian di una partita di olio a settembre con resa del 18% ha fatto scattare un campanello d’allarme con conseguente interessamento della Repressione Frodi. Il frantoio coinvolto è pugliese, ancora non chiaro se sia in provincia di Bari o della Bat: di certo l’elevata resa rispetto alla media del periodo nella regione (499 tonnellate di olive lavorate al 29 settembre con 41 tonnellate di olio per una resa media del 12,4%) lascia evidenti forti perplessità che meritano un approfondimento.
A darne notizia è stato il presidente del Fooi – la Filiera Olivicola Olearia Italiana, Tommaso Loiodice, al convegno promosso a Lucera dall’Associazione dei Mastri Oleari e dall’Associazione Frantoiani di Puglia. Loiodice, nel citare il caso, ha sottolineato l’importanza dei controlli contro ogni tentativo di frode o contraffazione nel settore oleario, evidenziando come il Sian – il Sistema Informativo Agricolo Nazionale – nel quale gli operatori della filiera registrano le principali entrate, uscite, trasformazioni e giacenze di olive e olio, è uno strumento estremamente valido per assicurare la tracciabilità.

Dichiarare al Sian una resa superiore a quella registrata in frantoio, infatti, lascia aperto il dubbio che quel quantitativo di olio dichiarato in più, che di fatto non c’è, possa essere olio straniero, acquistato in nero ad un prezzo irrisorio, che diventa pedr le carte a tutti gli effetti italiano.
“I controlli – ha aggiunto Loiodice – se si vuole sono efficaci. Ora ci auguriamo che venga presto resa obbligatoria la bolla elettronica per il trasporto delle olive, come da più parti viene richiesto, così da tracciare in maniera rigorosa il passaggio delle olive dal produttore al frantoio e la coerente registrazione Sian per la produzione di olio”.
Tra l’altro, nell’intervista rilasciata ieri al nostro giornale, il ministro Franceso Lollobrigida ha annunciato che, al rafforzamento dei controlli disposti nel luglio scorso lungo tutta la filiera dell’olio (verifiche su 14 imprese importatrici, 6 porti nazionali, 19 frantoi e circa 500 campionamenti mirati nella GDO e all’export) si affiancheranno strumenti innovativi come l’analisi dei profili genetici delle olive e la Banca dati nazionale prevista dal DDL ColtivaItalia, per garantire sempre maggiore tutela, trasparenza e valorizzazione dell’olio EVO 100% italiano.
A proposito di rese, va aggiunto che dai dati Sian rilevati al 29 settembre, oltre al già citato dato della Puglia, si registrano valori che vanno dal 12% della Sicilia al 13,5% della Calabria, per restare tra le regioni a maggiore vocazione olivicola. Nella tabella qui sotto i dati in tonnellate regione per regione di olive molite e olio prodotto.



















