Fronte comune per superare la norma ormai obsoleta che non riconosce come extravergine un olio di oliva con un numero di steroli inferiori a 1000 mg/Kg. Un problema che riguarda in principal modo la Coratina – la varietà olivicola più diffusa in Puglia e utilizzata per molti blend nazionali – che tale soglia non la raggiunge.
Un problema di cui L’OlivoNews si era occupato ampiamente nel settembre scorso, all’indomani della decisione del Comitato Tecnico del Consiglio Oleicolo Internazionale di fissare ad 800 mg/Kg il contento minimo di steroli totali per Koroneiki e Nocellara del Belice, dopo la produzione di documenti scientifici triennali che ne avevano certificato un livello inferiore al limite di legge. Decisione da cui era rimasta fuori la Coratina (e la Biancolilla siciliana) che presentavano lo stesso problema, ma rispetto alle quali non vi erano ancora evidenze scientifiche di almeno tre anni che ne attestavano il livello di steroli.
Un doppio problema

Un problema di non poco conto perché, a fronte di un prodotto non considerato extravergine per legge, da un lato le esportazioni all’estero risultano più difficili, dall’altro l’approvvigionamento di Coratina da parte dell’industria olearia viene riconosciuto ad un prezzo inferiore di quello che meriterebbe se fosse considerato extravergine.
Ora, in un’occasione di una iniziativa di Italia Olivicola, è stato riconosciuto da due membri di quel Comitato Tecnico (Angelo Faberi e Enzo Perri) che sono in vigori più efficaci e innovativi metodi analitici per riconoscere la purezza di un extravergine. Era stato il presidente di Italia Olivicola Gennaro Sicolo ad assicurare all’epoca al nostro giornale l’impegno dell’associazione da lui guidata e di tutte le componenti che si riconoscono nel Fooi – Filiera Olivicola Olearia Italiana, affinché il tema del livello minimo degli steroli per il riconoscimento degli extravergine fosse rivisto a livello internazionale alla luce di tutte le evidenze scientifiche, definendo una volta per tutte la questione.
Un rinnovato impegno
Aspetto ribadito dallo stesso Sicolo e rispetto al quale vi è stato l’impegno anche del sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra di affrontare la questione anche sotto il profilo politico-istituzionale con la Spagna, paese dominante nelle decisioni del Coi (ha sede a Madrid ed esprime il presidente) che non ha alcuna fretta in merito, non avendo varietà olivicole interessate. Anche il presidente dell’Associazione frantoiani Aifo, Elia Pellegrino è intervenuto nella vicenda evidenziando come “Il parametro degli steroli totali oggi non rappresenta più una soluzione antifrode ma solamente un problema. Noi frantoiani siamo i primi a subirne le conseguenze, perché l’analisi può essere effettuata solo dopo la molitura delle olive”.
Ora i tempi sembrano maturi. Come ebbe modo di ricordare il prof. Maurizio Servili al nostro giornale, già nel settembre scorso nel Comitato Tencico del COI “si è preso atto che per la Coratina erano stati prodotti i risultati di due annualità, condividendo la scelta di effettuare un terzo anno di prove così da mettere nelle condizioni i tecnici del Comitato stesso di potersi esprimere in futuro”.
Ecco, dunque, le prossime tappe: entro questo mese saranno raccolti i campioni di oli anomali che verranno analizzati dai laboratori del COI. I risultati saranno poi esaminati dal Comitato tecnico ad ottobre, per essere si auspica ratificati dal Consiglio oleicolo internazionale a novembre.