Strategie per favorire l’ingrossamento delle olive

Dal magnesio al calcio, dal fosforo all'azoto, ecco alcuni elementi utili per contenere la cascola fisiologica e assicurare una nutrizione adeguata alla pianta dell'olivo
Le Aziende informano
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Tra la fine dell’allegagione e l’inizio dell’ingrossamento del frutto, l’olivo attraversa una fase delicata che condizionerà direttamente qualità, resa in olio e consistenza della produzione. È il momento in cui le drupe, ancora nella fase cosiddetta “a grano di pepe”, iniziano il loro sviluppo. In queste settimane, fattori ambientali come stress idrici e temperature elevate possono compromettere la tenuta del carico produttivo.

Fertilizzanti e prodotti antistress

Per contenere la cascola fisiologica, soprattutto durante ondate di calore, è opportuno intervenire con fertilizzanti e prodotti ad azione antistress, che aiutino la pianta a mantenere l’equilibrio vegeto-produttivo.
Successivamente, nella fase di ingrossamento e indurimento del nocciolo, è fondamentale accompagnare la coltura con una nutrizione equilibrata.

Ogni elemento gioca un ruolo specifico: troviamo così il magnesio che stimola l’attività fotosintetica, garantendo un buon apporto energetico al frutto; il calcio che migliora la consistenza della drupa, rendendola più resistente a stress meccanici e fisiologici; il fosforo che favorisce l’ingrossamento e la lignificazione dei tessuti; l’azoto che supporta la produzione di clorofilla, contribuendo alla vitalità generale della pianta.

L’apporto idrico

L’acqua è un altro fattore chiave: una carenza idrica in questa fase vegetativa può ridurre la pezzatura delle olive e aumentare la cascola.

È importante ricordare che le drupe hanno una minore forza traspirante rispetto alle foglie e sono le prime a soffrire in caso di disponibilità idrica limitata; motivo per cui non bisogna affidarsi all’aspetto visivo della chioma, ma valutare l’umidità del suolo e la domanda evapotraspirativa.

I consigli di FCP Cerea

Per ottimizzare la gestione della concimazione, FCP Cerea consiglia:

  • l’impiego di concimi granulari a rilascio controllato come Cereas38 o CereaSlow33 all’inizio dell’ingrossamento del nocciolo; il dosaggio va adattato al volume della chioma: mediamente 0,50 kg/pianta, ma si può scendere a 0,30–0,35 kg per piante giovani o piccole e salire fino a 0,60 kg per quelle più sviluppate.
  • negli impianti tradizionali (200–300 piante/ha), nella fase di ingrossamento e in quella successiva di indurimento del nocciolo trattamenti fogliari con Leaf P-Ca (4 l/ha) e VigorGreen (1,5 l/ha), eventualmente associati a Giove Bio Gold (1,5–2 kg/ha) per incrementare la tolleranza agli stress ambientali.
  • negli impianti intensivi e superintesivi, applicazioni fogliari di Magnetical (3–4 l/ha) in associazione a Giove Bio Gold (1–2 kg/ha); parallelamente, è opportuno intervenire in fertirrigazione con Leaf P-Ca e Hydrostar (entrambi a 10 l/ha), ripetendo il trattamento anche durante l’indurimento del nocciolo.

Una gestione nutrizionale consapevole e tempestiva in questa fase può fare la differenza tra una campagna mediocre e una di soddisfazione, anche in annate difficili dal punto di vista climatico.

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Tags: FCP Cerea, in evidenza, Olive, olivicoltura

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