Trattamenti con il drone: scenari e possibili vantaggi

La sperimentazione in atto in un oliveto standard
Tecnica e Ricerca
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Il trattamento di tipo adulticida contro la mosca dell’olivo attraverso il drone è la notizia rilanciata dalla Regione Lombardia che ha attivato un progetto sperimentale con il supporto tecnico dell’Associazione interprovinciale dei produttori olivicoli lombardi (Aipol) e del Centro di sperimentazione e assistenza agricola della Liguria (Cersaa).
Le prove hanno interessato un oliveto di circa 3 mila metri quadri a Desenzano del Garda (Bs): varietà leccino con piante di un’altezza media di 4 metri, a vaso policonico e con un 5×6 come sesto d’impianto.
Nel drone, dotato di sei eliche e dal peso di 25 chili, è stata caricata una tanica con 10 litri d’acqua dove è stato diluito il prodotto fitosanitario. Sollevato in volo, ha impiegato 6 minuti per distribuire l’esca adulticida nell’intera area interessata.
Il vantaggio, più che in termini economici o di riduzione del tempo (alla fine sono circa 20 minuti ad ettaro), potrebbe essere quello di tempestività di intervento, nel senso di poter effettuare il trattamento anche in un terreno inaccessibile al mezzo agricolo perché bagnato dopo una pioggia (quando la drupa si ripulisce e dunque è più soggetta ad attacco) o dopo una grandinata (quando vi è magari urgenza di trattamento per alcune varietà contro la rogna). Potrebbe risultare particolarmente utile anche in oliveti posizionati in zone impervie o poco accessibili per un trattore o semplicemente più distanti dal deposito dei mezzi.
“È l’inizio di una sperimentazione che sarà ripetuta per altre tre volte nello stesso terreno – spiega Paolo Zani (nella foto), responsabile tecnico di Aipol per la zona del basso Garda – così da permetterci di capire se è un progetto efficace e funzionale. In particolare, in questa fase ci interessa valutare la taratura degli ugelli, quanto prodotto arriva alla pianta e quanto al terreno, se vi sia dispersione oltre il confine dell’oliveto stesso, vagliando anche l’infestazione attiva. Abbiamo scelto un oliveto che ha caratteristiche simili a tanti altri sia per varietà, che per tipologia di allevamento che per sesto di impianto, così da poter essere replicabile in ogni altra parte d’Italia qualora i risultati siano confortanti sotto il profilo dell’efficacia e della riduzione dei costi”.
L’attività è stata autorizzata dal Ministero della Salute. Oltre che per la lotta alla mosca, il drone potrebbe essere utilizzato per tutte quelle attività che richiedono la distribuzione di prodotti fitosanitari.
“La normativa nazionale non prevede, ad oggi – ha ricordato al riguardo l’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi – l’utilizzo dei droni per l’applicazione di prodotti fitosanitari. Il nostro piano, primo a livello nazionale, farà da apripista a tutto il comparto italiano. Ci aspettiamo ottimi risultati. Da qui deve partire anche un adeguamento della legge”.

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