Caolino in olivicoltura: da spesa tecnica a investimento consapevole

I risultati economici - ed in particolare i maggiori ricavi previsti - sulla base di una valutazione ipotetica di questa polvere di roccia associata a quattro varietà italiane
Le Aziende informano
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Nel 2003, uno studio scientifico condotto in Siria sulla cultivar Zeity ha mostrato che l’applicazione di caolino sulla chioma degli olivi può portare a un aumento della produzione fino al +17,6%, insieme a un miglioramento del contenuto in olio e a valori analitici più stabili nel tempo.

Ad elaborare una ipotesi sugli effetti che il caolino potrebbe avere su cultivar italiane è stata AgriBioClay, azienda di riferimento nella distribuzione di questa polvere di roccia che, giova ricordarlo, oltre ai benefici che arreca contro ondate di calore e stress idrico, associa una più che apprezzata difesa contro la mosca dell’olivo.

“Quando abbiamo iniziato ad occuparci di caolino in olivicoltura nel 2016 – spiega il tecnico AgriBioClay, Domenico Bucca non avevamo ancora dati strutturati in Italia. Ma negli anni abbiamo ricevuto numerose osservazioni spontanee da agricoltori in Liguria, Puglia e Sardegna che hanno utilizzato AgriBioClay, riferendo risultati concreti e coerenti: maggiore attività vegetativa nei mesi più caldi, drupe più sviluppate e una resa in olio generalmente superiore.

La possibilità che il trattamento influenzi anche la stabilità ossidativa dell’olio è una ipotesi tecnica che riteniamo meritevole di approfondimento, ma al momento non documentata nei riscontri ricevuti.

 A partire da queste esperienze e dal confronto con lo studio originario – continua Domenico Bucca – abbiamo elaborato una valutazione ipotetica applicata a quattro cultivar italiane coltivate in asciutta: Ogliarola, Frantoio, Casaliva e Nocellara del Belice. Abbiamo stimato l’incremento di produzione, la resa in olio e il ritorno economico, anche in scenari climatici difficili con più trattamenti. Ne è emersa una riflessione concreta: forse è il momento di superare l’idea del caolino come semplice spesa stagionale e iniziare a considerarlo una leva agronomica e strategica per generare valore“.

Per leggere i dettagli tecnici, i calcoli e gli scenari per le diverse varietà italiane elaborati da AgriBioClay cliccare qui

 

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Tags: caolino, in evidenza, olio di oliva, Olive, olivicoltura

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