Acquistiamo più olio dalla Tunisia, meno da Spagna e Grecia

Ecco come cambia la geografia delle importazioni di olio in Italia: dal paese iberico il maggior quantitativo, ma inferiore allo scorso anno. Impennata di acquisti anche dal Marocco
Economia
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Cambiano le strategie operative dei confezionatori e degli imbottigliatori italiani per l’approvvigionamento dei propri frantoi e cantine. Secondo un’analisi sui dati doganali internazionali ripresa dal portale specializzato Mercacei.com, tra gennaio e aprile di quest’anno l’Italia ha importato complessivamente 193.382 tonnellate di olio extravergine di oliva, registrando un calo del 7,2% rispetto alle 209.689 tonnellate dello stesso periodo dello scorso anno.

A determinare questo ridimensionamento degli acquisti esteri è soprattutto la maggiore disponibilità di olio d’oliva di produzione nazionale nel corso dell’attuale campagna rispetto alla precedente, ancorché le giacenze siano ad oggi ancora molto elevate, tanto da prefigurare scenari estremamente preoccupanti per gli stoccatori, siano essi frantoi o cooperative.

La mappa dei fornitori: tiene la Tunisia, crollo per l’Europa

Il calo della domanda italiana ha colpito in modo generalizzato i principali partner storici dell’Unione Europea:

  • Spagna: il primo fornitore dell’Italia perde il 5,5% del volume esportato nei primi quattro mesi dell’anno, scendendo da 118.237 a 111.791 tonnellate;
  • Grecia: registra un vero e proprio crollo con una flessione del 28% nelle spedizioni verso il nostro Paese;
  • Portogallo: subisce anch’esso una contrazione significativa, pari al -19,7%.

In controtendenza si conferma invece la Tunisia, che aumenta la propria quota sul mercato italiano del 5,5%, raggiungendo un volume complessivo di 37.349 tonnellate.

Il balzo del Marocco: +13.300%

Il dato più sorprendente emerso dal report riguarda il Marocco. Gli acquisti italiani di extravergine dal Paese nordafricano sono letteralmente schizzati, passando da appena 15 tonnellate nei primi quattro mesi del 2025 alle 2.003 tonnellate registrate nello stesso periodo del 2026. Un incremento eccezionale (+13.353%), spiegato da un’ottima annata produttiva sul fronte qualitativo e quantitativo, unita a prezzi particolarmente competitivi sul mercato dell’export.

Il peso del mercato spagnolo

Restano, come si evince, di primaria importanza i volumi complessivi movimentati dalla Spagna verso il nostro Paese: l’ultimo bollettino sul commercio estero del Ministero dell’Agricoltura spagnolo (relativo al periodo ottobre 2025 – maggio 2026) evidenzia che l’export totale di olio d’oliva verso l’Italia ha toccato quota 205.434 tonnellate, per un valore economico complessivo di ben 3.006 milioni di euro.

Gli operatori internazionali guardano ora con estrema attenzione ai prossimi aggiornamenti statistici e al passaggio tra le due campagne olivicole per valutare l’effettivo fabbisogno di acquisto dell’Italia, che si conferma il principale cliente all’ingrosso del settore.

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Tags: in evidenza, olio di oliva, olio extravergine di oliva, olio straniero

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