Le associazioni rappresentative dell’industria delle olive da mensa in Europa – ASEMESA (Spagna), ASSOM (Italia) e PEMETE (Grecia) – hanno inteso esprimere pubblicamente la loro profonda preoccupazione e ferma opposizione al trattamento riservato al settore nell’ambito dell’accordo commerciale UE-Mercosur, poiché ritengono che rappresenti una minaccia diretta alla competitività, all’occupazione e alla sostenibilità economica di un settore strategico per molte regioni rurali in tutta Europa.
È considerato particolarmente grave che, in un momento in cui il settore europeo delle olive da mensa continua ad affrontare barriere e dazi significativi nei mercati di paesi terzi, l’Unione Europea abbia accettato un accordo che introduce un quadro competitivo chiaramente sbilanciato a danno dei produttori e dei trasformatori europei.
L’accordo UE-Mercosur prevede, da un lato, l’eliminazione progressiva dei dazi sulle olive da mensa originarie dei paesi del Mercosur in un periodo di sette anni, partendo da un livello tariffario attuale del 12,8%. “Questo accesso preferenziale – si legge in una nota – consentirà l’ingresso graduale delle olive da mensa nel mercato dell’UE a condizioni più favorevoli rispetto a quelle affrontate dalla produzione europea. Dall’altro lato, l’accordo di fatto mantiene i mercati del Mercosur chiusi alle olive da mensa europee, che continueranno a essere soggette a dazi di circa il 12,6%, impedendo una concorrenza leale e reciproca”.
Questa asimmetria, viene sottolineato, è particolarmente preoccupante in mercati strategici come il Brasile, uno dei maggiori consumatori mondiali di olive da mensa, dove le olive europee rimangono virtualmente escluse, mentre altri concorrenti internazionali beneficiano di accordi commerciali preferenziali.
“L’impatto dell’accordo – evidenziano le associazioni – è quindi doppiamente negativo: limita strutturalmente le reali opportunità di esportazione per le olive da mensa europee nei mercati chiave e, allo stesso tempo, aumenta la pressione competitiva all’interno del mercato stesso dell’UE attraverso l’ingresso preferenziale di prodotti provenienti da paesi terzi”.
ASEMESA, ASSOM e PEMETE avvertono che questa situazione mette in pericolo la vitalità dell’industria di trasformazione, l’occupazione associata, la redditività delle aziende agricole e la coesione economica e sociale di vaste aree rurali dell’Unione Europea, all’interno di un settore che ha costantemente dimostrato leadership internazionale, forte capacità di esportazione e un elevato livello di conformità agli standard sociali, ambientali e di sicurezza alimentare dell’UE.
Le tre organizzazioni che rappresentano l’industria europea delle olive da mensa sono attualmente nella fase finale della costituzione di una nuova Federazione Europea per il settore, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con le istituzioni dell’UE e difendere gli interessi comuni dell’industria in modo coordinato a livello europeo.
Alla luce di quanto sopra, ASEMESA, ASSOM e PEMETE hanno chiesto alla Commissione Europea e agli Stati Membri di rivedere urgentemente il trattamento delle olive da mensa nell’accordo UE-Mercosur, al fine di correggere gli squilibri esistenti ed evitare ulteriori danni strutturali a un settore strategico per l’economia europea, l’occupazione e le aree rurali.
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