Scarsa allegagione per il caldo, paga dazio anche la Toscana

Cantini (Cnr): "La costa penalizzata anche dai venti intensi"
Economia
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Anche in Toscana le alte temperature nel pieno della fioritura hanno drasticamente ridimensionato l’allegagione, in linea con le pessimistiche previsioni su scala nazionale espresso la scorsa settimana dal professor Riccardo Gucci. A confermare questa tendenza è Claudio Cantini (nella foto), tecnologo dell’Istituto della Bioeconomia del Cnr e responsabile dell’azienda sperimentale Santa Paolina di Follonica.
“In tutta la Toscana avevamo avuto – spiega – una abbondante fioritura. La si era registrata sia lungo la costa che all’interno. Nel senese e nell’aretino era stata anche anticipata rispetto al passato. Ma le temperature elevate proprio durante la massima fioritura, a cui si sono aggiunti lungo la costa venti di forte intensità, hanno determinato un marcato disseccamento, anche a fronte del fatto che qua non piove ormai da diverse settimane. Chi ha potuto dare l’acqua, viceversa, si è trovato di fronte ad una allegagione abbondante, così come magari chi ha oliveti in zone umide o nei fondovalle. Purtroppo, però, i terreni irrigui sono una minima parte in questa regione. Nelle nostre aziende sperimentali, ad esempio, l’allegagione è stata davvero bassa, con molti fiori seccati. Questo lascia immaginare una campagna ancora una volta a macchia di leopardo, con zone più produttive ed altre di magra. L’interno, specialmente, ha pagato a caro prezzo temperature che hanno raggiunto anche i 36 gradi, cosicché pure gli areali tradizionalmente più freschi hanno sofferto l’ondata di calore. Lungo la costa, viceversa, ci si sono messi, come detto, anche forti e intensi venti a peggiorare una situazione già di per sé complessa”.

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