Dopo anni in cui l’olivicoltura del Marocco è stata piegata dalla siccità, le continue piogge – che da metà dicembre a fine marzo hanno interessato il paese – creano grandi aspettative per la prossima campagna olearia. Del resto i bacini idrici risultano oggi sufficientemente pieni, sostenuti anche dalle nevicate che hanno interessato le parti montuose.
E sono aspettative che riguardano una parte importante dell’economia e dell’occupazione marocchina. I numeri infatti parlano chiaro: con oltre 1,2 milioni di ettari dedicati alla coltivazione dell’olivo (in prevalenza con varietà picholine marocchina), questa filiera copre oggi circa il 65% della superficie arborea nazionale.
Dal punto di vista economico, l’impatto è imponente. Il settore genera ogni anno oltre 51 milioni di giornate lavorative, il che si traduce in più di 200.000 posti di lavoro permanenti. Un dato particolarmente significativo riguarda l’inclusione sociale: il 20% di questa forza lavoro è oggi costituito da donne, a testimonianza di come l’innovazione della filiera stia scardinando anche vecchi equilibri demografici.
L’evoluzione del comparto è guidata dal programma governativo “Génération Green”, una visione ambiziosa che punta a traghettare l’agricoltura marocchina verso una modernità sostenibile. Le tre direttrici fondamentali di questo piano sono la modernizzazione delle piantagioni, il rigore nella qualità e nella tracciabilità e la valorizzazione dei marchi territoriali.
Non si tratta solo di aumentare i volumi, ma di cambiare il paradigma produttivo: l’obiettivo è creare una nuova classe media rurale e una generazione di giovani imprenditori agricoli che possano vedere nell’olivicoltura un futuro redditizio e tecnologicamente avanzato.
Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli. Come detto, negli ultimi cicli produttivi, il Marocco ha dovuto affrontare siccità prolungate e ondate di calore estremo. Questi fenomeni hanno causato una forte volatilità produttiva: se negli anni migliori la produzione supera agevolmente le 200.000 tonnellate di olio d’oliva, le ultime campagna raramente hanno superato le 100.000.
L’innovazione tecnologica gioca qui un ruolo chiave: sia nella gestione agronomica degli oliveti, dove stanno trovando spazio sistemi di irrigazione a goccia e monitoraggio satellitare, sia nei processi di trasformazione delle olive in olio.
Oggi nessuno sa quanti siano i frantoi attivi in Marocco, paese dove per lungo tempo trovavano destinazione vecchi modelli di seconda mano. Ma proprio il processo di crescita di Génération Green, che fa seguito al programma di ammodernamento Piano Marocco Verde (coinvolte 480 mila aziende agricole), induce ad essere ottimisti su nuovi investimenti negli oleifici.

Se ne fa interprete Maurizio Loroni, responsabile commerciale Pieralisi in Marocco. L’azienda italiana è da decenni presente nel paese nordafricano, con quasi 500 impianti installati, sostenuta da una collaudata rete vendita e un service in grado che garantisce manutenzioni, assistenza e ricambi.
“C’è un clima di fiducia per il futuro – spiega Loroni – e con una ripresa produttiva che ci attendiamo significativa, c’è da aspettarsi un riscontro positivo anche per investimenti su nuovi macchinari. Del resto la scelta su cui il Marocco si è indirizzato, legata non solo alla qualità, ma anche alla valorizzazione delle produzioni certificate, impone un progressivo cambio di passo. Le aziende più strutturate, cooperative comprese, ma anche imprese di altri settori produttivi che intendono diversificare nel comparto olivicolo-oleario si trovano oggi nelle condizioni di avere a disposizione il meglio che la tecnologia è in grado di offrire, con gli impianti Pieralisi che dalla frangitura alla gramolazione, dalla estrazione alla separazione offrono prestazioni eccellenti. Il tutto con un’ampia gamma di macchine tarate, per portata di olive, sulle diverse necessità dei clienti che avranno anche l’opportunità di vedersi garantito un servizio post-vendita puntuale e affidabile”.
Una panoramica si potrà avere alla nuova edizione del Siam, il Salone Internazionale dell’Agricoltura in Marocco che si aprirà lunedì prossimo a Meknes e che vedrà protagoniste, fino al 28 aprile, la Pieralisi ed altre 1500 aziende espositrici per un pubblico di operatori atteso sopra il milione di unità.
















