L’olio extravergine di oliva, come noto, è uno degli elementi più distintivi della dieta mediterranea, principalmente grazie alle sue proprietà benefiche per la salute, associate alla presenza di specifici antiossidanti: i composti fenolici. Tra questi, l’oleocantale e l’oleaceina sono due dei più importanti, soprattutto per la loro forte correlazione con le proprietà salutistiche.
La presenza di questi composti fenolici nell’extravergine può essere però influenzata da diversi fattori, come ad esempio le pratiche di gestione agricola.
Per valutare la rilevanza delle pratiche agronomiche come induttori di oleocantale e oleaceina nell’olio extravergine di oliva, ricercatori dell’Università di Jaén hanno prodotto ed canalizzato monovarietali di tre cultivar – Cobrançosa (COB), Arbequina (ARB) e Galega vulgar (GV) – mediante un metodo di estrazione su scala di laboratorio, considerando due distinti sistemi agronomici: biologico e integrato.
Concentrazioni significativamente più elevate di oleocantale e oleaceina sono state riscontrate in tutti gli oli extravergini di oliva biologici, con la cultivar Cobrançosa che ha presentato le concentrazioni più alte, con 561 e 268 mg/kg per l’oleocantale e 348 e 164 mg/kg per l’oleaceina rispettivamente per gli oli extravergini di oliva biologici e integrati. Al contrario, la cultivar Galega vulgar ha mostrato valori considerevolmente inferiori e più vicini all’Arbequina, con 110 e 0,17 mg/kg per l’oleocantale e 113 e 0,18 mg/kg per l’oleaceina rispettivamente per i sistemi di agricoltura biologica e integrata.
Questi risultati, viene evidenziato nella ricerca, dimostrano chiaramente che sia le pratiche agronomiche che la cultivar possono influenzare notevolmente le proprietà chimiche e nutrizionali dell’olio extravergine di oliva, con l’agricoltura biologica che potenzia la concentrazione di oleocantale e oleaceina. Tra le cultivar studiate, Cobrançosa ha mostrato la più alta concentrazione dei composti target.


















