Prezzi olio, anche in Spagna i conti non tornano

Cala la produzione olearia, aumentano le vendite, ma i prezzi restano inchiodati a 4 euro al litro, al di sotto dei costi di produzione per gli oliveti tradizionali
Economia
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Se i produttori di olio in Italia si lamentano delle richieste di acquisto che non arrivano (in giacenza c’è quasi il 90% di extravergine in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e di prezzi che restano bassi, la situazione non è certo migliore in Spagna. Qui anzi, accade un paradosso: la produzione di olio si è ridotta, le vendite vanno bene (già collocato oltre il 60% del milione e 300 mila tonnellate), ma i prezzi restano inchiodati a 4 euro al litro.

Lo evidenzia Olimerca che riporta le considerazioni di diverse organizzazioni agricole spagnole, le quali denunciano una stagnazione dei prezzi, nonostante questo contesto di offerta ridotta e domanda elevata, uno scenario che, secondo la teoria economica, dovrebbe far salire i prezzi.

Le organizzazioni agricole concordano sulla diagnosi: il mercato funziona in termini di volume, ma fallisce in termini di remunerazione per il produttore. L’aumento dei costi – fertilizzanti, energia e pesticidi – unito a fattori climatici come le violenti piogge che hanno causato la caduta delle olive a terra, ha incrementato significativamente le spese della raccolta.

Alla luce di questi dati, il segretario generale dell’Unione piccoli agricoltori dell’Andalusia, Jesús Cózar, si è detto soddisfatto dell’andamento del mercato, osservando che “la minore produzione è evidente e constatiamo che le vendite continuano a essere sostenute”. Tuttavia, ha riconosciuto che “è deplorevole constatare, ancora una volta, che i prezzi alla produzione non si riprendono e rimangono intorno ai quattro euro, al di sotto del costo di produzione negli oliveti tradizionali”.

Per l’associazione, la commercializzazione “dimostra la forza del mercato e la buona performance dei consumi, ma non si traduce in un aumento dei prezzi all’origine”, che restano intorno ai 4 euro al litro, nettamente al di sotto dei costi di produzione nell’oliveto tradizionale in un contesto che mostra un elevato ritmo di vendite: 746.251 tonnellate, il 3,5% in più rispetto alla scorsa stagione.
Pertanto, “se ci atteniamo alla legge della domanda e dell’offerta, i prezzi devono aumentare. Chiediamo solo che ai coltivatori di olive venga pagato un prezzo redditizio che copra i costi di produzione e permetta alle nostre aziende agricole di guadagnarsi da vivere”, ha concluso il segretario generale.

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