Il futuro dell’olivicoltura sostenibile passa per l’alta tecnologia e l’energia pulita. Il progetto europeo Soil O-Live ha ufficialmente dato il via alla validazione sul campo di due innovative tecnologie elettrochimiche, progettate per bonificare e ripristinare i suoli degli oliveti contaminati. I test si stanno svolgendo in Spagna, presso un’azienda agricola sperimentale a Santisteban del Puerto (Jaén), e sfruttano l’energia fotovoltaica per azzerare l’impatto ambientale delle operazioni.
La ricerca, di respiro internazionale, è guidata dal Dipartimento di Ingegneria Chimica dell’Università di Castilla-La Mancha, sotto la direzione della professoressa Cristina Sáez Jiménez, in stretta collaborazione con l’Università di Jaén e l’Istituto di Agricoltura Sostenibile del CSIC.
Campi elettrici contro l’accumulo di rame

La prima sperimentazione, già pienamente operativa, affronta il problema del rame accumulatosi nei terreni a causa dell’uso prolungato di fungicidi. Attraverso il trasporto elettrocinetico – che impiega campi elettrici controllati a bassa intensità combinati con agenti chelanti biodegradabili (come l’EDDS) – i ricercatori riescono a mobilitare il metallo pesante, concentrandolo in punti specifici per facilitarne l’estrazione. I primi risultati del monitoraggio sono attesi subito dopo l’estate.
Ozono fotovoltaico per eliminare il glifosato
Nelle prossime settimane prenderà il via la seconda fase del progetto, focalizzata sulla degradazione dei pesticidi organici (come il glifosato). La tecnologia prevede l’iniezione nel terreno di ozono generato elettrochimicamente in situ, prodotto solo quando necessario grazie ai pannelli solari. Il gas decomporrà gli inquinanti attraverso un processo di ossidazione chimica diretta, senza generare rifiuti secondari e preservando la biodiversità del suolo.
L’obiettivo del progetto
L’avvio di questi test in condizioni reali rappresenta un passo cruciale per Soil O-Live. L’obiettivo a lungo termine è validare soluzioni concrete capaci di restituire salute e funzionalità ai suoli agricoli, offrendo ai produttori un modello di gestione dell’oliveto più efficiente, pulito e rispettoso dell’ambiente.













