L’aiuto delle vespe parassitoidi contro la tignola dell’olivo (e non solo)

Un team di ricercatori ha individuato una serie di insetti utili contro i parassiti più dannosi in oliveto che si sviluppano da giugno a settembre. Ecco quali
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Nel pieno di questo giugno 2026, mentre gli oliveti attraversano la fase delicata del post-fioritura e la tignola (Prays oleae) si prepara a passare dalla generazione antofaga a quella carpofaga, torna utile rileggere uno studio di Alissandakis E. et al. (2018), pubblicato su ZooKeys, rivista internazionale dedicata alla biodiversità.

Il lavoro, condotto nell’isola di Creta da un team internazionale di ricercatori, descrive la complessa microfauna di vespe parassitoidi che orbitano attorno agli oliveti mediterranei, offrendo spunti preziosi anche per le nostre latitudini.

La prima linea di difesa biologica è rappresentata da specie primaverili come Pnigalio mediterraneus ed Eupelmus urozonus, allevate direttamente da foglie infestate: queste vespe emergono precocemente e sono note per la loro capacità di intercettare le larve della tignola, oltre a essere storici antagonisti della mosca dell’olivo.

Apanteles xanthostigma

Con l’avanzare di giugno, il monitoraggio evidenzia l’ingresso in scena dei Braconidi, tra questi spicca Apanteles xanthostigma, confermato dalla letteratura scientifica come uno dei più efficaci alleati naturali del settore; in contesti come il Nord Africa ha dimostrato tassi di parassitizzazione capaci di superare il 50% delle larve di tignola, abbattendone la popolazione in modo decisivo.

Nella stessa finestra temporale compare Chelonus elaeaphilus, un parassitoide storicamente specializzato e introdotto in vari programmi di lotta biologica nel Mediterraneo.

Nello stesso periodo vi è stato il ritrovamento di Chelonus pellucens, segnalato nello studio per la prima volta in quell’areale, sebbene il suo legame diretto con la tignola resti ancora da indagare.

Tignola dell’olivo

L’intreccio ecologico si fa ancora più fitto a fine giugno con le catture di Glyptapanteles vitripennis, un piccolo parassitoide endofago, la specie è polifaga e attacca diversi microlepidotteri, ma il suo effettivo ruolo nel parassitizzare la tignola dell’olivo è un’ipotesi ancora da confermare.

Si prosegue nei mesi più caldi, in agosto si registra la presenza attiva di Diadegma armillatum, capace di colpire le larve di tignola nelle fasi più avanzate dello sviluppo, agendo da importante regolatore di piena estate.

A settembre, infine, si trova Exochus lentipes, un antagonista polifago che chiude la stagione contribuendo a mantenere l’equilibrio biologico generale prima del riposo autunnale.

Questo passaggio nella biodiversità ricorda che la difesa dell’oliveto non è mai una questione di interventi lineari, ma di conservazione di equilibri dinamici. Conoscere, monitorare e tutelare questi antagonisti indigeni non è più solo una scelta agronomica lungimirante, ma un passo concreto per rispondere agli obiettivi di riduzione degli input chimici fissati dalla Strategia europea Farm to Fork e recepiti dal Regolamento (UE) n. 2021/2115 della nuova PAC, traghettando con decisione la nostra olivicoltura verso i traguardi della difesa fitosanitaria 2030.

Direttore AIPO
Associazione Interregionale
Produttori Olivicoli

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Tags: in evidenza, Tignola dell'olivo, vespe parassitoidi

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