L’olio extravergine contrasta la perdita di muscolatura negli anziani

Grazie ai polifenoli, l’olio EVO combinato all’attività fisica si rivela un’arma formidabile per prevenire e contrastare la sarcopenia nella terza età
Salute
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Sarcopenia, è un termine che deriva dal greco, sarx (carne / muscolo) e penia (povertà / perdita) cioè indica una perdita di massa muscolare.

La sarcopenia, è quella condizione molto comune nell’anziano caratterizzata da una riduzione della massa muscolare e della funzione muscolo-scheletrica, come fattore associato a una maggiore probabilità ad incorrere ad esiti avversi, tra cui le cadute, la perdita di indipendenza e la disabilità fisica, le fratture e anche la mortalità.

Il Gruppo di lavoro Europeo sulla sarcopenia negli anziani (acronimo EWGSOP, European Working Group on Sarcopenia in Older People) ha riconosciuto, nel 2010, le caratteristiche di questa patologia e, nel 2018, le ha aggiornate (EWGSOP2) definendola come bassi livelli di tre parametri, misurabili: (1) la forza muscolare, (2) la quantità / qualità muscolare e (3) la prestazione fisica come indicatore di gravità (a). La probabile sarcopenia viene identificata dal Criterio 1, mentre la diagnosi è confermata da ulteriore documentazione relativa al Criterio 2. Se tutti i parametri 1, 2 e 3 sono soddisfatti, la sarcopenia è considerata grave.

La sarcopenia è stata a lungo associata al processo di invecchiamento, quindi alle persone maggiormente anziane, ma ora si conosce che il suo sviluppo inizia molto prima nella vita, anzi può anche manifestarsi in età giovanile, associata soprattutto a numerose patologie di tipo infiammatorio.

Alla sarcopenia contribuiscono diversi fattori tra cui:

1) l’attivazione cronica delle vie infiammatorie;

2) l’aumento della generazione di radicali dell’ossigeno (ROS) e/o la disregolazione della segnalazione redox (contrazione di reduction-oxidation, o ossidoriduzione, cioè reazione in cui due specie chimiche scambiano elettroni);

3) la perdita di proteine ​​muscolari derivante da uno squilibrio tra sintesi e degradazione proteica;

4) la disregolazione dell’autofagia muscolare;

5) la compromissione della trasmissione neuromuscolare.

Queste disfunzioni, associate all’età, portano alla morte delle miofibre, all’atrofia muscolare e alla riduzione del potenziale rigenerativo di questo tessuto. Attualmente non esiste un trattamento farmacologico specifico per prevenire la sarcopenia, solamente interventi individuati sull’esercizio fisico e sull’allenamento di resistenza, in grado di ripristinare parzialmente la funzione muscolare negli anziani.

Esperimenti su animali, hanno dimostrato, sulla sarcopenia, alcuni effetti benefici, ottenuti sia dalle acque reflue dei frantoi oleari che dagli estratti derivati ​​da foglie di olivo, entrambi ricchi di biofenoli, come l’idrossitirosolo e/o l’oleuropeina.

Le ricerche biochimiche e molecolari hanno dimostrato che la sarcopenia è associata a:

  1. una maggiore espressione delle ligasi E3 ubiquitina (MuRF1) codificata dal gene TRIM63 e Atrogin-1 (proteina specifica del muscolo scheletrico e cardiaco che regola l’autofagia e la degradazione proteica), le quali svolgono un ruolo importante nel processo di perdita muscolare indotta dall’età. Il MuRF1 (Muscle RING Finger 1) è un enzima chiave, della famiglia delle ligasi, responsabile della degradazione delle proteine muscolari, anzi uno dei regolatori principali dell’atrofia muscolare, in quanto promuove la demolizione delle fibre durante gli stati di immobilità, nello stress metabolico o nelle malattie croniche. L’espressione di MuRF1 aumenta rapidamente in condizioni di immobilità prolungata o in assenza di gravità (astronauti), nell’infiammazione e nella perdita di peso grave, come nella cachessia.
  2. Una maggiore espressione della miostatina, una proteina che inibisce la crescita del muscolo scheletrico.
  3. La sovraregolazione dell’enzima istone deacetilasi-4 (HDAC4), capace di condensare la cromatina (DNA) ed impedire la trascrizione genica (epigenetica). Questo enzima promuove l’atrofia muscolare in risposta a molteplici stimoli prendendo di mira diversi substrati, tra cui le catene pesanti della miosina e il regolatore trascrizionale PGC1α. Il PGC-1α (Peroxisome proliferator-activated receptor gamma coactivator 1-alpha) è un coattivatore trascrizionale noto come il “maestro regolatore” del metabolismo energetico cellulare. L’attività fisica di resistenza, promuove l’espressione del PGC-1α, favorendo la trasformazione delle fibre muscolari in tipologie più resistenti alla fatica. Il trattamento di ratti anziani con EVOO ha ridotto l’espressione di HDAC-4, portando a una ridotta senescenza del muscolo scheletrico.
  4. La sovraregolazione dei fattori regolatori miogenici e la miogenina, come possibile meccanismo compensatorio (b).

olio-di-oliva

Ma la domanda è: l’olio extravergine di oliva può prevenire e contrastare la sarcopenia?

L’olio extra vergine d’oliva (EVOO) combatte la sarcopenia principalmente grazie al suo elevato contenuto di polifenoli e di grassi monoinsaturi. Questi composti riducono l’infiammazione sistemica, proteggono dallo stress ossidativo e migliora l’assorbimento di calcio mitocondriale (c). L’effetto benefico dell’EVOO, nel contrastare la perdita muscolare, dipende soprattutto dal contenuto dei composti fenolici, diversi studi hanno testato le attività individuali di questi composti durante condizioni atrofiche.

È stato dimostrato che i principali polifenoli dell’oliva, come l’oleuropeina, stimolano il metabolismo energetico mitocondriale negli anziani, contribuendo a contrastare l’affaticamento muscolare ed a preservare la salute cellulare, riducendo l’infiammazione e lo stress ossidativo, principali cause della degradazione del tessuto muscolare (d). Dati clinici indicano che il consumo regolare di olio EVO, ricco di biofenoli, può contribuire a preservare o addirittura migliorare la massa muscolare scheletrica, nonché le prestazioni fisiche.

I ricercatori, tra questi il gruppo di Musumeci, hanno concentrato il loro interesse su interventi dietetici, ovvero somministrando EVOO, hanno dimostrato effetti positivi contro le alterazioni muscolari legate all’età, con un miglioramento sia della morfologia che della funzione tissutale (e).

Anche il gruppo di Silveira ha dimostrato che il consumo di EVOO ha migliorato la forza e la funzionalità muscolare, in pazienti anziani obesi, evidenziando un potenziale ruolo nella prevenzione della sarcopenia (f).

Per concludere, ci sono tanti lavori su questa frequente patologia, che avvalorano i meccanismi benefici dell’olio EVO, così schematizzabili:

  1. aumenta il Fattore di Crescita Insulino-Simile 1 (IGF1, che diminuisce nella sarcopenia);
  2. aumenta una proteina master che regola il metabolismo energetico cellulare (il PGC1-α che diminuisce nella sarcopenia), garantendo così la biogenesi e l’omeostasi mitocondriale;
  3. diminuisce lo stato infiammatorio (l’inflammaging, che aumenta nella sarcopenia);
  4. diminuisce le specie reattive dell’ossigeno (i ROS che incrementano nella sarcopenia);
  5. mantiene la funzione delle cellule satellite, alterata nella sarcopenia (queste sono cellule staminali del muscolo scheletrico deputate alla riparazione e alla crescita muscolare. In questa patologia diminuiscono di numero e subiscono anche un’alterazione funzionale, diventando “pigre”, meno capaci di attivarsi).

In conclusione, la migliore strategia per prevenire o attenuare i percorsi molecolari fisiologici che portano alla perdita di massa muscolare scheletrica nell’invecchiamento, è una combinazione di esercizio fisico, restrizione calorica (per prevenire l’obesità come fattore aggravante) e una dieta (Mediterranea) ricca di olio di oliva di qualità salutistica.

Diversi autori ritengono che questa combinazione possa migliorare la struttura e la funzione del tessuto muscolare attraverso molteplici meccanismi indotti dall’attivazione di IGF-1/Akt/mTOR, PGC-1α e/o altri percorsi, tra cui un aumento del metabolismo proteico, dell’equilibrio redox, della biogenesi mitocondriale e della capacità antinfiammatoria (g).

Sitografia

  1. https://academic.oup.com/ageing/article/48/1/16/5126243
  2. https://www.mdpi.com/2072-6643/13/1/44
  3. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9459997/

  4. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1550413124004170
  5. https://www.scirp.org/journal/paperinformation?paperid=55867
  6. https://www.mdpi.com/2072-6643/12/5/1498
  7. https://www.mdpi.com/2072-6643/13/1/44

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Tags: in evidenza, olio e salute, olio extravergine di oliva, Polifenoli, sarcopenia

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