Mantenere a sei giorni il termine previsto per le registrazioni di carico e scarico sul registro telematico SIAN del settore olivicolo. È la richiesta avanzata congiuntamente dall’Associazione Frantoiani di Puglia e dall’Associazione Mastri Oleari, che hanno formalizzato la propria posizione in una lettera indirizzata al sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Patrizio La Pietra.
Le due associazioni, rappresentate rispettivamente dai presidenti Stefano Caroli e Nicola Di Battista, esprimono «formale e ferma opposizione» all’ipotesi, avanzata da altre organizzazioni della filiera, di ridurre dagli attuali sei giorni a 48 ore il termine per gli adempimenti sul portale SIAN.
La posizione delle associazioni non nasce, spiegano, da una contrarietà agli obiettivi di trasparenza, tracciabilità e legalità nel comparto olivicolo. Al contrario, nella lettera viene ribadito il sostegno a strumenti finalizzati a rafforzare la tracciabilità della filiera, compresa l’introduzione della bolla elettronica obbligatoria per consentire un controllo più immediato dei movimenti di olio sfuso.
Il nodo riguarda invece l’impatto che una riduzione dei tempi potrebbe avere sulle piccole e medie imprese artigiane.
«Un aggravio durante il momento più delicato della campagna»
Secondo Frantoiani di Puglia e Mastri Oleari, una scadenza fissata a 48 ore rischierebbe di creare difficoltà soprattutto durante le settimane di maggiore attività della campagna olearia. In quel periodo, sottolineano le associazioni, le micro e piccole imprese concentrano gran parte delle proprie risorse sulle operazioni di selezione delle olive, trasformazione e molitura. Un termine amministrativo più stringente comporterebbe quindi la necessità di destinare ulteriori risorse agli adempimenti telematici proprio nella fase di maggiore pressione produttiva.
Il timore è che questo possa sottrarre tempo e personale alle attività operative del frantoio, compresi i controlli legati alla qualità della lavorazione.
Il problema degli organici ridotti
Un secondo elemento evidenziato nella lettera riguarda la struttura organizzativa delle piccole imprese. A differenza delle grandi realtà industriali e degli impianti di imbottigliamento, che possono contare su uffici amministrativi e personale dedicato alla gestione degli adempimenti digitali, molti piccoli frantoi operano con organici ridotti o a conduzione familiare. In questo contesto, sostengono le associazioni, una scadenza di soli due giorni potrebbe aumentare il rischio di errori materiali e di mancato rispetto dei termini, con conseguenti possibili sanzioni formali.
«Ridurre i tempi non risolve il problema delle giacenze»
Nella lettera viene inoltre messa in discussione l’efficacia della riduzione del termine come strumento per contrastare le criticità del mercato. Secondo le due organizzazioni, accorciare i tempi delle registrazioni sul SIAN non inciderebbe sulle questioni che, a loro giudizio, rappresentano i nodi principali del comparto, come le giacenze e la pressione sui prezzi dell’olio sfuso indistinto. L’intervento, sostengono, rischierebbe invece di aumentare il carico burocratico per le imprese che già operano nel rispetto degli obblighi di tracciabilità.
Da qui la richiesta congiunta rivolta al Ministero dell’Agricoltura: mantenere l’attuale termine di sei giorni per le registrazioni sul SIAN, con la disponibilità a un confronto tecnico con il Ministero.


















