Olio, in Spagna crollo dei prezzi e scontro sullo stop all’offerta

Le previsioni record di produzione e quotazioni in caduta libera spingono organizzazioni agricole e cooperative a chiedere tutele urgenti, bocciate da confezionatori ed esportatori
Economia
Views: 295

Di fronte alle previsioni di una produzione record di olio di oliva in Spagna (una stima di 1,6 milioni di tonnellate, il 23% in più rispetto allo scorso anno) le organizzazioni agricole iberiche e le cooperative agroalimentari hanno sollecitato ufficialmente il Ministero dell’Agricoltura a pubblicare con la massima urgenza lo standard di commercializzazione per la campagna 2026/2027. L’obiettivo primario è attivare i meccanismi comunitari di regolamentazione dell’offerta per sospendere temporaneamente la vendita di una quota di prodotto e contrastare un mercato piegato dall’eccesso di produzione.

Prezzi crollati e forbice ridotta al minimo

A spingere verso la richiesta di intervento è la forte pressione al ribasso sui listini alla produzione, arrivati a livelli ritenuti insostenibili per la tenuta economica delle aziende agricole:

Extravergine in picchiata: l’olio extravergine di oliva viene attualmente scambiato a circa 3,30 euro al chilogrammo, una cifra che non copre minimamente i costi di coltivazione e frangitura, esacerbati dai rincari cumulati su manodopera, carburanti ed energia.

Differenziale ridottissimo: l’olio lampante si attesta intorno ai 2,90 euro al chilogrammo. Il margine tra la massima qualità (EVO) e la categoria inferiore si è assottigliato a soli 0,40 euro/kg, annullando la corretta valorizzazione dell’eccellenza qualitativa.

Secondo i produttori, il protrarsi di queste quotazioni minaccia la sopravvivenza economica di migliaia di olivicoltori e la tenuta sociale dell’intero comparto rurale spagnolo.

Lo stoccaggio obbligatorio come salvagente

La richiesta inviata al Governo mira all’approvazione rapida del decreto ministeriale che stabilirà la percentuale di stoccaggio obbligatorio per i frantoi. Ritirare temporaneamente una quota di olio consentirebbe di riequilibrare la disponibilità sul mercato e bloccare la svalutazione in corso.

Il meccanismo prevede una gestione flessibile: le quantità congelate potranno essere riviste o immesse di nuovo sul mercato in base all’andamento effettivo delle scorte e dei consumi. Le associazioni chiedono inoltre celerità per evitare disparità di trattamento tra chi vende nelle prime settimane di ottobre e chi commercializzerà più avanti.

Produttori contro confezionatori: visioni opposte

La crisi dei prezzi ha messo a nudo la profonda spaccatura esistente tra gli anelli della filiera:

  • i produttori (ASAJA, COAG, UPA, Cooperative) chiedono un intervento congiunturale immediato e considerano il blocco dell’offerta un diritto previsto dalle norme UE per tutelare i redditi agricoli ed evitare vendite sotto costo;
  • i confezionatori ed esportatori (ANIERAC e ASOLIVA) rifiutano misure d’emergenza che, a loro dire, rischiano di alterare le dinamiche di mercato. La loro strategia si concentra su interventi strutturali a lungo termine: rafforzamento della domanda, creazione di valore e consolidamento della presenza dell’olio spagnolo sui mercati internazionali.

Mentre l’industria dell’imbottigliamento guarda alla competitività globale, il mondo agricolo esige risposte immediate, avvertendo che un ritardo burocratico lascerebbe migliaia di aziende senza alcuna protezione economica.

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter qui!

Imposta OlivoNews come fonte di notizie principale su Google News cliccando qui!

Tags: in evidenza, olio di oliva, olio extravergine, olio Spagna

Potrebbe piacerti anche

“Prezzi olio anche a € 3,80, olivicoltori alla disperazione”
EIMA 2026, a Bologna il meglio della meccanica agricola

Author

Potresti leggere