È uno degli appuntamenti più qualificanti nel panorama dei convegni presenti all’EnoliExpo di Bari quello proposto da Università di Bari e Foa – Frantoi Oleari Associati, insieme a Unaprol ed altri partner di eccezione. Venerdì 20 marzo, alle ore 11.00, al centro congressi andrà in scena “Non chiamateli scarti – Le sfide normative del frantoio oleario moderno”, occasione per un approfondimento su come i residui di lavorazione possano diventare risorse attraverso parametri tecnico-oggettivi e una visione di economia circolare. Il tutto partendo da un assunto, sintetizzato dal prof. Alessandro Leone dell’Università di Bari, che – dopo il suo intervento tecnico – modererà l’incontro: “Non è la tecnologia ad essere avanti rispetto alla legge. È la legge ad essere indietro rispetto alla realtà produttiva”.
Autorevole il parterre dei relatori, che si aprirà con gli interventi istituzionali del rettore dell’ateneo di Bari Roberto Bellotti, del presidente di FOA Italia Michele Librandi, del presidente di Confartigianato Frantoi, Federico Fresia e del presidente di Unaprol, David Granieri. Sarà poi la volta di interventi di assoluti rilievo tecnico e scientifico: oltre ad Alessandro Leone, il prof. Maurizio Servili, il dirigente del Masaf Emilio Gatto, Domenico Fazio del FOA Italia, Antonio Greco di OP Puglia Olive, Emilia Nappi di Confartigianato Imprese. Le conclusioni saranno affidate all’on. Raffaele Nive, segretario della Commissione Agricoltura della Camera.
“L’incontro – evidenziano gli organizzatori – nasce dalla consapevolezza che il frantoio oleario ha vissuto negli ultimi quindici anni una rivoluzione radicale. I sistemi di raccolta meccanizzata, i sistemi di deramifogliazione e lavaggio della materia prima in ingresso, l’estrazione a due fasi e tre fasi, la separazione del nocciolino, i sistemi di filtrazione hanno subito un processo innovativo per perseguire un unico obiettivo: l’ottimizzazione dei rendimenti industriali e il miglioramento della qualità del prodotto. Questo processo di innovazione ha modificato profondamente la natura tecnica degli output di frantoio. Tuttavia questa innovazione tecnologica, volta all’ottimizzazione dei rendimenti e alla qualità, non ha trovato un corrispettivo adeguato nella normativa vigente.Il convegno nasce per colmare questo divario”.


















