Alta qualità con grandi impianti: un primato tutto italiano

Cutrera, Romano, Franci, Riva del Garda e Accademia Olearia svelano i segreti dei loro molteplici premi
Mercato alimentare in Italia
Views: 1K

di

A conclusione dei tanti (forse troppi) concorsi sull’olio, emerge un dato estremamente significativo: si può fare alta, anzi altissima qualità, anche con grandi impianti, quelli che normalmente vengono associati alla quantità.
Numerosi gli esempi che potremmo citare, ne sintetizziamo cinque di altrettante aziende che si avvalgono di impianti Pieralisi, distribuiti in maniera omogena da nord a sud d’Italia, isole comprese, a conferma del fatto che la varietà o la posizione geografica non incide sul risultato finale.
A partire dai Frantoi Cutrera di Chiaramonte Guelfi, nella Sicilia sud-orientale, “l’azienda più grande tra le piccole e la più piccola tra le grandi” come Salvatore Cutrera (nella foto), al timone insieme ai suoi fratelli, ama definirla, con oltre un milione di bottiglie l’anno. Spiega. “Abbiamo un Leopard 8 e un Leopard 10. Sono parte integrante di una organizzazione che va dai campi all’imbottigliamento. Impianti che abbiamo personalizzato per esaltarne le prestazioni, a partire dagli scarichi, con pulizia giornaliera e un sistema di lavorazione che ci permette di garantire il raffreddamento della macchina proprio in funzione dei maggiori volumi lavorati a basse temperature, così da esaltare al meglio le componenti olfattive e sensoriali dell’extravergine che ricaviamo”.
Risalendo la penisola, ci fermiamo in provincia di Benevento, al Frantoio Romano, oltre 400 premi vinti nel tempo. “Sono passato da un Jumbo 2 Special ad uno Spi 46.2D di 40 quintali l’ora – confida Alberto Romano (nella foto)  – e non credevo che aumentando la portata di lavorazione avessi potuto aumentare anche il risultato, ma i dati sono oggettivi. Il merito? Olive raccolte al tempo giusto, ma anche la professionalità del frantoiano che riesce a far esprimere al meglio le proprie macchine. Il decanter poi è determinante, con coclea e diametro quali punti di forza. E grazie a questo impianto, importanti premi li conquistano anche i miei clienti, che vengono a molire anche da fuori provincia”.
Risalendo l’Italia, eccoci in provincia di Grosseto, al Frantoio Franci, un’altra perla dell’Italia olivicola. “Il successo di un prodotto – spiega Giorgio Franci (nella foto) – non si può ricondurre ad un singolo fattore. Metto sempre al centro la persona e l’organizzazione che sta a capo del frantoio, unita alla sensibilità negli obiettivi che si intendono raggiungere. Ho un Dmf da 30 quintali l’ora, che contribuisce a garantire il miglior prodotto, ovviamente partendo da una materia prima all’altezza. L’importante è sempre avere una attenzione particolare nella regolazione delle macchine”.
Salendo ancora più a nord, eccoci all’Agraria Riva del Garda, nell’omonima cittadina in provincia di Trento dove fa bella mostra di sé un Leopard 6 da 20 quintali l’ora. “Siamo una cooperativa con 80 soci produttori e mille olivicoltori e lavoriamo anche in conto terzi – spiega il direttore Furio Battelini – e dunque per noi il partitario spinto è un’esigenza irrinunciabile. L’impianto Pieralisi riesce a garantirci questo, lavorando in modo regolare, senza sbalzi termici e senza riscaldare troppo la pasta. Abbiamo partite molto piccole, da 3 a 5 quintali, dunque la macchina la teniamo sempre ben carica, regolando l’ingresso delle olive, con modifiche che ci permettono di ripulire con risciacquo e raffreddare il tamburo per garantire sempre alta qualità”.
Infine tappa in Sardegna, all’Accademia Olearia di Alghero dove Alessandro Fois (nella foto) spiega: “Detto che la qualità nasce dal campo, va aggiunto che, piccolo o grande l’impianto per l’estrazione, di certo è pur sempre una macchina che bisogna saper guidare. Per la nostra, un Leopard 6 da 30 quintali l’ora, ad esempio entrano in gioco molti fattori, ed anche la pulizia è fondamentale dopo ogni lavorazione. Abbiano anche il Protoreattore, macchina anche questa bellissima ma che, al pari del Leopard, devi saper usare bene per ricevere piena soddisfazione. Insomma, importante la macchina ma anche la professionalità e la competenza di chi la utilizza”.

Tags: , , , , ,

Potrebbe piacerti anche

Giacenze, Aifo ricorda la scadenza del 1° luglio
Olitalia e Filiera Agricola Italiana per l’extravergine nazionale

Author

Potresti leggere