Caldo e parassiti, strategie sostenibili in oliveto

Polveri minerali, trattamenti mirati e monitoraggio rafforzano la difesa dell’oliveto contro stress climatici, insetti e patogeni
Attualità
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In risposta agli stress ambientali crescenti, come le ondate di calore e la siccità, l’impiego di polveri minerali micronizzate si conferma una strategia efficace e sostenibile per la gestione dell’oliveto.

Geomateriali come caolino, zeolite, bentonite e calce idrata, applicati in sospensione acquosa, formano un film riflettente che riduce la temperatura fogliare, limita la disidratazione e protegge la qualità delle olive. Oltre all’effetto termoregolatore, questi materiali esercitano un’azione fitoprotettiva contro patogeni e insetti, in particolare la mosca (Bactrocera oleae), grazie a meccanismi fisici e sensoriali.

Studi recenti (Malheiro et al., 2015; Konstantopoulou et al., 2020) dimostrano che i microrganismi presenti sulla buccia dell’oliva emettono segnali olfattivi che guidano la mosca nella scelta del frutto. Polveri di roccia e trattamenti antimicrobici possono alterare questi segnali, rendendo le olive meno riconoscibili e influenzando il comportamento del parassita.

La zeolite, con elevata capacità di scambio cationico, contribuisce anche alla nutrizione fogliare e alla resilienza della pianta.

La riuscita del trattamento dipende dalla granulometria, dalla composizione chimica e dalla corretta distribuzione, con interventi ripetuti e l’eventuale uso di adesivanti naturali. L’approccio integrato con geomateriali rappresenta una risorsa strategica per l’olivicoltura mediterranea in condizioni climatiche estreme.

Difesa fitosanitaria

Mosca delle olive: aumentano le catture di adulti e le ovideposizioni; presenza di infestazioni con uova e larve giovani. Nelle aziende che hanno seguito correttamente gli interventi fitosanitari, i controlli evidenziano una limitata presenza di insediamenti larvali vivi. È, comunque, raccomandabile mantenere alta la vigilanza e seguire con attenzione le indicazioni dei prossimi bollettini.

Per le aziende che non hanno ancora effettuato trattamenti adulticidi e ovo-larvicidi, è opportuno valutare il grado d’infestazione e, se necessario, intervenire con:

  • Insetticidi adulticidi e ovo-larvicidi
    Acetamiprid (Epik SL o Kestrel, massimo 2 trattamenti l’anno), principio attivo che agisce per contatto e ingestione, con azione translaminare e sistemica.
    Flupyradifurone (Sivanto Prime, massimo 1 trattamento l’anno), che si distribuisce nella vegetazione e nella polpa delle olive, agendo su uova, larve e adulti.
  • Insetticidi adulticidi
    Azadiractina (OIKOS) fotosensibile, va applicata in condizioni ombreggiate.
    Deltametrina (Decis Evo – Deltrin): piretroide di sintesi ad azione abbattente; più efficace quando gli adulti sono in volo o in movimento, preferibilmente nelle ore fresche per aumentarne l’esposizione diretta.
    Piretro naturale (Piretro Verde): da applicare nelle ore serali perché fotolabile.
  • Esche adulticide
    Le aziende che utilizzano esche avvelenate devono ripetere il trattamento alla scadenza dell’efficacia o dopo dilavamento. I principi attivi consigliati sono:
    Spinosad (max 8 applicazioni l’anno), ammesso in agricoltura biologica.
    Cyantraniliprole (Exirel® Bait con Visarel®, max 3 applicazioni l’anno).
    Trappole a cattura massale

È importante verificare il corretto funzionamento degli attrattivi ormonali e alimentari.

Margaronia: presenze continue, sia su impianti giovani che in produzione, in alcuni casi anche con danni visibili anche sulle olive. Gli interventi contro la mosca dell’olivo contribuiscono a contenerla. In alternativa, si consiglia l’uso combinato di olio di Neem e sapone molle di potassio (es. Fitokem), efficace contro larve a corpo molle e utile nella prevenzione di patogeni fungini.

Cecidomia e marciume delle olive: anche se la mosca dell’olivo mostra una bassa attività ovideponente e le catture risultano limitate, si segnala che le elevate temperature non impediscono le punture sterili nelle ore fresche. Queste micro-lesioni, pur non contenendo uova vitali, possono diventare varchi per la cecidomia (Lasioptera berlesiana) e per il fungo Camarosporium dalmaticum, responsabile del marciume interno della drupa. Il fenomeno è stato osservato in modo sporadico in alcuni oliveti con chiome dense o microclimi più freschi. Non richiede trattamenti fungicidi, ma è utile mantenere attiva la copertura minerale (caolino/zeolite), che riduce le punture sterili e favorisce la cicatrizzazione delle ferite.

Cimice asiatica (Halymorpha halys): le catture di adulti sono in aumento per via della mobilità dell’insetto. Gli interventi contro la mosca dell’olivo aiutano a controllarne la diffusione.

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Tags: in evidenza, Mosca dell'olivo, oliveto

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