Stretta sulle frodi di olio in Spagna: un bene per l’Italia, ecco perché

Le misure di contrasto ad operazioni clandestine si riflettono anche sulle transazioni verso il nostro Paese, offrendo maggiori garanzie almeno su tre aspetti.
Economia
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Ne trarrà vantaggio decisamente anche l’Italia dalle nuove misure antifrode introdotte dalla Spagna lungo l’intera filiera dell’olio di oliva, sansa compresa. Un deciso cambio di passo sui controlli, quello del paese iberico, che punta a dare maggiori garanzie ai consumatori, ma soprattutto a salvaguardare la reputazione del proprio prodotto di punta. Questo dopo un acceso dibattito nazionale sulle presunte operazioni clandestine nel mercato dell’olio d’oliva, innescato dalle accuse mosse nel dicembre 2024 da Dcoop, una cooperativa che rappresenta migliaia di produttori. Tale dibattito è stato ulteriormente amplificato dalle persistenti preoccupazioni sulla tracciabilità in tutto il settore, in particolare contro il rischio di truffe per l’olio proveniente dal nord Africa, Tunisia in particolare, destinandolo sia al mercato interno, sia a quello internazionale.

olio di olivaE qui il vantaggio dell’Italia di cui si diceva in premessa, visto che siamo tra i paesi che ne acquistano massicci quantitativi. Un vantaggio che può essere declinato su tre aspetti:

  • certezza dell’origine e dunque l’acquisto di olio comunitario anziché extra Ue;
  • certezza sulla tipologia, e dunque se è extravergine, vergine o lampante;
  • certezza – o almeno maggiore certezza – per i controlli interni nel nostro Paese, affinché tale olio resti a tutti gli effetti spagnolo anche quando sbarca in Italia, sfuggendo a tentativi di trasformarlo per magia in 100% italiano.

La maggior parte delle misure, come annunciato dal Ministero dell’Agricoltura spagnolo, entrerà in vigore quest’anno e derivano da un’ampia proposta presentata al governo dal settore dell’olio d’oliva spagnolo negli ultimi mesi.

In base al nuovo quadro normativo, almeno il 20% degli operatori del settore dell’olio d’oliva sarà sottoposto ogni anno a controlli ufficiali di qualità, confermando e rafforzando le soglie di ispezione esistenti. Mentre i controlli specifici si concentreranno sui produttori di olio d’oliva, le ispezioni si estenderanno all’intera filiera, compresi i servizi di marketing, i rivenditori e i controlli alle frontiere.

Uno degli obiettivi principali del piano è identificare i punti critici di rischio nella produzione e nel marketing in cui è più probabile che si verifichino false dichiarazioni, non conformità o frodi.

L’iniziativa è in linea con il Piano nazionale di controllo della filiera alimentare della Spagna, che formalmente è in vigore dal 2026 al 2030 e opera nell’ambito del più ampio quadro dell’Unione europea per i controlli alimentari.

Parte del testo tratto da www.oliveoiltimes.it

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Tags: in evidenza, olio comunitario, olio di oliva, olio spagnolo

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