“Ho un sogno, che è quello di veder rinascere l’olivicoltura nazionale, nonostante tutto quello che sta accadendo. A partire dagli oliveti tradizionali che sono portatori di una moltitudine di aspetti: ambientali, paesaggistici, storici, culturali, tradizionali, terapeutici, salutistici, sociali. Con la possibilità che i nostri giovani, anziché andare a cercare il lavoro in qualsiasi angolo del mondo, magari restino nella loro piccola comunità a lavorare gli oliveti che sono stati lasciati dalle precedenti generazioni, che orgogliosamente li accudivano e li curavano, sperando che qualcuno continuasse nella loro gestione”.
Parole, quasi un testamento spirituale, di Giorgio Pannelli Ci ha lasciato (troppo presto) con questo suo sogno che rivive nella Scuola che porta il suo nome. Ci ha lasciato a 75 anni, due terzi dei quali dedicati in maniera esclusiva alla ricerca olivicola e alla sua divulgazione.
“Dopo 48 anni che fai la stessa cosa – ripeteva – o ti appassioni o ti suicidi. Io mi sono appassionato, fortunatamente, e sono diventato ‘malato’ di olivite’: è un coagulo di passione e di competenza, ed è una cosa aperta a tutti, che ci ha consentito di progettare questa bellissima avventura che è la Scuola Potatura Olivo con il suo motto: vaso policonico, senza se e senza ma”.
Già, il vaso policonico. Una scelta di campo – appunto “senza se e senza ma” – che Giorgio Pannelli ha declinato attraverso quasi 300 pubblicazioni tra libri, pubblicazioni, contributi scientifici e divulgativi, acquisendo una autorevolezza ed un seguito di olivicoltori che, negli innumerevoli incontri in giro per l’Italia, lo hanno sempre chiamato con un solo nome: Maestro!
Già, un Maestro, dove le competenze scientifiche si univano alle profonde doti umane. Senza mai scendere a compromessi, senza mai cedere su quello che la scienza aveva insegnato, senza rincorrere nuovi improbabili modelli: un discepolo, o quasi un figlio putativo di quell’Alfredo Roventini che esattamente un secolo fa indicò nel vaso policonico la proposta più razionale per l’olivicoltura. Un vaso policonico che ha bisogno del suo spazio e del suo tempo.
Appunto il tempo. “L’olivo – ricordava Giorgio Pannelli – è una specie unica. E quando dico unica, vuol dire che non ha nulla a che fare con le altre specie da frutto, e che dà delle risposte dopo lustri, decenni. Da qui io suggerisco che, in olivicoltura, d’ora in poi l’unità di misura del tempo sia il lustro e non più l’anno. E quindi togliere argomenti di mano a coloro che vi fanno credere che nell’arco di un brevissimo tempo fate i “quadretti” con l’olio, con l’olivo. Perché così non è: l’olivo poi vi dà delle risposte che vi deludono tutto quello che credevate di aver conquistato”.
E proprio perché, come detto, non scendeva a compromessi, sottolineava puntualmente che il principale problema dell’olivicoltura è… l’uomo: “Con la sua fretta, i suoi pregiudizi, i suoi retaggi culturali che lo portano a sfidare l’olivo, a trattarlo come un avversario, quando invece potrebbe essere trattato come un alleato. Vi ricordo che l’olivo vive per fare i semi: tanti più ne fa, più è contento, e noi vogliamo quello che sta intorno ai semi. Praticamente la stessa cosa. Non vedo perché dobbiamo trattarlo da avversario quando invece potremmo trattarlo in maniera molto più adeguata alle esigenze”.
Messaggi forti e chiari, che la Scuola Potatura Olivo che porta il suo nome è chiamata a perpetuare nel tempo con la sua attività di formazione. Con la consapevolezza che, in qualsiasi oliveto ci si trovi, risuoneranno sempre le sue parole: “Mettetevi il cuore in pace: l’olivo allevato a vaso policonico è il miglior compromesso tra le esigenze fisiologiche della pianta, le esigenze economiche del produttore e le esigenze economiche e agronomiche dell’ambiente”.
Lo avevamo intervistato esattamente due mesi fa, in videocollegamento: noi a all’EnoliExpo di Bari, lui in un lettino di una struttura sanitaria di Spoleto. La malattia avanzava, le speranze no. Ma in quell’ora di domande e risposte sull’olivicoltura, ai tanti presenti in sala è parso il Giorgio Pannelli di sempre: deciso, preciso, puntuale, con la sua straordinaria capacità divulgativa, con il suo immenso desiderio di trasmettere e lasciare qualcosa in chi ascoltava.
Ciao Giorgio, grazie per quello che hai dato all’olivicoltura. Un privilegio aver avuto la tua amicizia.


















