Gli effetti della concimazione organica azotata localizzata

La sperimentazione condotta in un oliveto di media intensità
Tecnica e Ricerca
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Le tecniche di agricoltura conservativa sono ad oggi indispensabili per ridurre le perdite di suolo e nutrienti dovute alle continue lavorazioni dei terreni coltivati. Nei moderni oliveti la presenza di un inerbimento permanente è quindi indispensabile e la crescente diffusione dell’olivo nelle colline non sfugge alla necessità di creare un sistema di gestione sostenibile con crescite equilibrate dell’olivo e continua copertura del suolo.
Le radici delle piante erbacee dell’inerbimento instaurano cenosi diversificate alternando fasi di esplorazione e colonizzazione di nuove nicchie di suolo a fasi di abbandono che favoriscono l’accumulo di sostanza organica e rigenerano la fertilità del suolo per l’olivo.
Al contrario in suoli nudi e continuamente lavorati, la sostanza organica viene più rapidamente mineralizzata e l’ospitalità verso le radici di nuova formazione dell’olivo diventa sempre più limitata. Per sostenere lo sviluppo radicale e supportare la crescita della parte aerea senza disturbare l’inerbimento naturale dell’oliveto è stato messo a punto un sistema di fertilizzazione localizzato presso l’azienda agricola Podere il Monte, località Castrocaro Terme situato nella provincia di Forlì Cesena.
La fertilizzazione con concime organico azotato è stata applicata in coppie di fori di 20 cm di diametro, distante 100 cm dal tronco e 40 cm uno dall’altro. I trattamenti sono stati ripetuti due anni ruotando i fori di 90° attorno al tronco il secondo anno. La prova prevedeva due trattamenti (2 fori e 4 fori per pianta, rispettivamente 100 e 200g di N per pianta) e un controllo (non concimato). È stato valutato l’effetto sullo sviluppo della parte aerea e radicale: l’accrescimento del tronco è risultato maggiore nelle piante trattate rispetto al controllo in entrambi gli anni, con un effetto maggiore del trattamento a dose doppia (4 fori), senza ripercussioni negative sulla produzione. L’analisi dello sviluppo radicale mostra una maggiore presenza di radici assorbenti e pioniere dell’olivo e delle specie erbacee all’interno dei fori concimati rispetto all’esterno, in entrambi i trattamenti. Il trattamento con dose minore (2 fori) ha evidenziato un maggior numero di radici assorbenti rispetto al controllo anche all’esterno del foro concimato. Sembra quindi che l’olivo si avvantaggi di concimazioni localizzate esplorando le nicchie concimate in cenosi con le specie erbacee e che in alcuni casi questa crescita possa funzionare anche da “starter” per l’occupazione di nicchie limitrofe non concimate.

BIBLIOGRAFIA: Veronica Giorgi, Matteo Zucchini, Matteo Menna, Davide Neri – Università Politecnica delle Marche. V Convegno Nazionale dell’Olivo e dell’Olio

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