Caroli: “Senza fondi per la promozione, l’intera filiera è a rischio”

Economia
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“Sostenere non solo la produzione o la trasformazione, ma anche la promozione per favorire la commercializzazione e ampliare la penetrazione sul mercato interno ed in quello internazionale”. Dal Sol&Arifood che si chiude oggi a Verona, Stefano Caroli, presidente dell’Associazione Frantoiani della Puglia (nella foto), richiama l’attenzione su quella figura che, malgrado svolga un ruolo centrale, resta forse l’anello meno protetto della filiera: il mastro oleario.
“Nell’ambito di una programmazione finanziaria importante come quella che deriva dalla sommatoria delle più svariate misure, tra cui Pnrr, Pac, Psr e transizione 4.0 – ha sottolineato Caroli – si deve trovare il modo di dare piena dignità a quei frantoiani che portano avanti la straordinaria biodiversità del patrimonio varietale italiano e, con essa un insieme di valori ancorati ad un lavoro paziente, professionale, svolto con passione, dove ogni passaggio viene seguito minuziosamente per garantire una produzione che sappia esprimere al meglio le potenzialità dell’extra vergine.

Bene dunque i 100 milioni per l’adeguamento degli impianti oleari annunciati dal Ministro, ma non ci si può fermare qui. Siamo a Verona, dove il Sol&Agrifood è una piccola appendice del Vinitaly e dunque è naturale dare uno sguardo al mondo del vino. Qui, grazie all’OCM, le cantine beneficiano di importanti risorse che permettono di svolgere una attività di promozione completa. Fatto questo che non accade per l’olio la cui OCM non prevede nulla al riguardo, specialmente per i frantoi artigiani, quelli che lavorano sulla qualità a 360 gradi, assimilabili per certi versi alle cantine vinicole. Ed invece è sulla promozione che si deve puntare, perché d’accordo sostenere l’aumento della produzione e il processo di trasformazione, ma se poi il miglior olio italiano resta nei silos perché non si riesce a venderlo, a rimetterci è l’intera filiera”.

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