Alla fine sembra essere prevalso il buon senso, Il Nutriscore, il discutibile sistema di etichettatura nutrizionale a colori di cui si è sempre parlato come possibile sistema da adottare in tutta l’Unione Europea, sarebbe stato accantonato da Bruxelles. E per il mondo dell’olio di oliva si tratta di un risultato assolutamente importante, visto che questo sistema si basava su presupposti assolutamente assurdi, tanto da rendere la Coca Cola un prodotto più salutare dell’extravergine di oliva.
Come noto, il Nutriscore classifica gli alimenti con cinque lettere colorate e punteggi che vanno dalla A verde fino alla E rossa. Era stato progettato in Francia e autorizzato in molti stati europei dallo scorso anno (Germania in testa) per aiutare i consumatori a fare scelte più sane al supermercato. Un sistema che si basava però sul consumo di 100 grammi di prodotto giornaliero, che per l’olio di oliva significa oltre 10 cucchiai al giorno. E così se era naturale che, ad esempio, frutta e verdura, fibre e proteine potessero ottenere il punteggio più alto, al contrario di altri prodotti ad alto contenuto di energia, zucchero, acidi grassi saturi, era del tutto insostenibile l’idea che l’olio di oliva fosse considerato un semplice grasso senza valutarne gli aspetti nutraceutici e salutistici ormai riconosciuti da tutto il mondo scientifico.
Classificato nella prima stesura alla lettera C proprio per il perverso meccanismo di calcolo, vi era stato un parziale ravvedimento che permetteva di inserirlo alla lettera B (verde chiaro), perché era stato riconosciuto il fatto che contenesse un basso livello di acidi grassi saturi. Sempre un “insulto”, comunque, alle sue proprietà salutistiche e nutraceutiche. Tanto da trovare una fortissima opposizione in Italia.
Ora l’annuncio, rivelato dall’emittente francese Radio France, citando un documento in cui il direttore generale per l’Agricoltura della Commissione europea, Wolfgang Burtscher, avrebbe garantito che la futura proposta di etichettatura comune “non copierà nessun sistema esistente”, quindi nemmeno il sistema a semaforo già in uso in Francia e Belgio. Bruxelles avrebbe fatto marcia indietro “sotto la pressione delle lobby italiane”, ha scritto Radio France, alludendo alla campagna dell’Italia. E mai come oggi sia detto un enorme “grazie” al lobbismo.