Olio di oliva, in Turchia produzione record senza precedenti

Previste quasi 600 mila tonnellate, surclassata anche la Tunisia. Numeri impressionanti anche per le olive da tavola
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La Turchia si appresta a vivere una stagione olivicola senza precedenti. Le stime ufficiali per la campagna 2026-2027 disegnano un quadro di straordinaria crescita per l’intero comparto, spinto dalle piogge favorevoli e dall’entrata a regime dei giovani impianti piantati negli ultimi vent’anni.

Mustafa Tan

A confermare la portata storica dei numeri è Mustafa Tan, presidente del Consiglio Nazionale Turco per l’Olivo e l’Olio d’Oliva (UZZK), che ha sottolineato come l’andamento meteorologico abbia giocato un ruolo cruciale: «Le piogge abbondanti e ininterrotte dall’inizio della stagione hanno rinvigorito gli ulivi e ci hanno permesso di prevedere il raccolto più alto mai registrato nel Paese in termini di olive e olio d’oliva».

I numeri del record

Secondo i dati elaborati in coordinamento con il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, la produzione raggiungerà la cifra record di 588.000 tonnellate di olio d’oliva e 1.160.000 tonnellate di olive da tavola (con stime puntuali fino a 1.163.000 tonnellate). Un risultato che consolida la posizione della Turchia nello scacchiere globale: il Paese conquista saldamente al secondo posto mondiale per la produzione olearia dietro solo alla Spagna e scavalcando la Tunisia e rafforza il proprio primato assoluto per le olive da tavola.

Con la somma delle giacenze della scorsa stagione, la disponibilità totale di olio sfiorerà le 800.000 tonnellate, una quota ampiamente sufficiente a coprire sia il consumo interno (stimato in 367.000 tonnellate) sia le esportazioni verso i mercati esteri (previste a 80.000 tonnellate), lasciando oltre 370.000 tonnellate di scorte di fine periodo.

«Con l’entrata in produzione degli olivi piantati circa 20 anni fa e il conseguente aumento del raccolto, è evidente che i record di produzione battuti dalla Turchia negli ultimi anni non sono frutto del caso», ha spiegato Tan, rimarcando anche l’eccellente profilo qualitativo delle olive e degli oli ottenuti, caratterizzati da bassa acidità e spiccato equilibrio sensoriale.

Le sfide: costi in aumento e prezzi in calo

Distesa di oliveti in Turchia (foto Olive Oil Times)

Nonostante la straordinaria annata sul piano quantitativo e organolettico, non mancano le preoccupazioni per l’economia della filiera. L’aumento dei costi operativi rischia infatti di erodere la redditività dei produttori in una fase di contrazione dei listini alla produzione.

Il presidente del Consiglio Nazionale Turco per l’Olivo e l’Olio d’Oliva ha rivolto un appello chiaro alle istituzioni: «Mentre i costi di produzione aumentano, i prezzi alla produzione stanno diminuendo. Le misure volte a ridurre i costi saranno una priorità oggi e negli anni a venire. In questo contesto, è necessario che il governo adotti misure per sostenere il settore in ogni fase, dalla produzione all’esportazione».

I dati definitivi della campagna verranno monitorati e aggiornati a stagione in corso, ma il percorso tracciato conferma la Turchia tra i protagonisti assoluti del mercato olivicolo globale.

Si ringrazia Selin Ertur per la collaborazione

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Tags: export olio, import olio, in evidenza, olio turco, Turchia

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