Oliveto: come sostenere la lignificazione del nocciolo e la pre-induzione delle gemme

Un'adeguata nutrizione della pianta risulta utile in questa fase fenologica dell'olivo
AIPO
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Come già ricordato in un nostro precedente articolo, nell’ultima decade di luglio, la polpa dell’oliva – il mesocarpo – completa la sua prima fase di sviluppo. I tessuti tegumentali ed embrionali cessano così di crescere in dimensione e iniziano a lignificarsi, trasformandosi nel nocciolo consistente, che è destinato a proteggere l’embrione o seme. Durante la fase di lignificazione, due ormoni vegetali giocano un ruolo fondamentale: l’acido abscissico e le citochinine; vediamo cosa fanno.

L’Acido abscissico promuove la sintesi di lignina e di composti fenolici. La lignina è un componente essenziale delle pareti cellulari delle piante legnose, contribuisce alla loro rigidità e stabilità. I composti fenolici sono molecole coinvolte nella difesa della pianta contro patogeni e stress ambientali.

Le Citochinine regolano la crescita e lo sviluppo cellulare, influenzano la formazione della lignina e la maturazione dei tessuti, assieme all’acido abscissico, contribuiscono a rendere il nocciolo rigido e legnoso. Gli ormoni vegetali, noti anche come fitormoni, sono fondamentali per il funzionamento delle piante, influenzando vari processi vitali, per le cellule sono come dei “messaggeri chimici”, che comunicano e trasmettono segnali, informando le cellule stesse su come devono comportarsi.

Come si sviluppano le gemme

Durante la fase d’indurimento del nocciolo, le gemme iniziano a prepararsi per la crescita futura. Questo processo, noto come “pre-induzione”, coinvolge segnali ormonali che influenzano i tessuti delle gemme. Secondo i segnali ricevuti, le gemme possono svilupparsi in foglie, legno o fiori per l’anno successivo. La fase fenologica in questione è fondamentale per l’equilibrata formazione di gemme a legno e a fiore, in modo che la produzione di olive tenda a mantenersi costante tutti gli anni. Il suo esito dipende sia da fattori ambientali esterni, come stress idrici e temperature elevate, sia da fattori interni, come lo stato idrico e nutrizionale della pianta.

Durante la “pre-induzione”, la pianta d’olivo regola i fattori esterni e interni tramite un’intensa attività ormonale, in questo caso coinvolgendo un po’ tutti i fitormoni, le auxine, le gibberelline, le citochinine, l’etilene, l’acido abscissico e specifiche proteine.
Questo rappresenta un grande sforzo e dispendio di energia per l’olivo, che deve contemporaneamente far crescere le olive, indurire il nocciolo, sviluppare la chioma e programmare la produzione futura.

Un’adeguata nutrizione della pianta

In questa fase l’elevato utilizzo delle risorse nutrizionali da parte della pianta d’olivo può anche sfavorire una corretta pre-induzione fiorale, accentuando così l’alternanza di produzione e influenzare negativamente la vitalità delle gemme. È così importante mantenere un corretto apporto di fertilizzanti, per prevenire carenze e mantenere lo stato nutritivo delle piante in equilibrio.

Un’adeguata nutrizione favorisce la giusta proporzione tra gemme a legno e a fiore. In caso di mancanza di elementi nutritivi, l’olivo tende a produrre più gemme a legno per compensare lo squilibrio nutrizionale.

Per sostenere l’olivo nella fase d’indurimento del nocciolo, è consigliato un intervento fogliare con 3-5 kg/ha di prodotti contenenti il 5-7% di azoto, il 10-15% di fosforo e il 30-40% di potassio, eventualmente integrati con microelementi. Sul mercato sono disponibili diverse formulazioni con queste percentuali, cui si possono aggiungere biostimolanti e corroboranti per migliorare ulteriormente l’efficacia del trattamento.

È consigliato l’utilizzo di azoto organico che apporta con sé anche buone dosi di carbonio organico, il quale facilita l’assorbimento e l’assimilazione degli elementi nutritivi. È utile considerare anche l’uso di biostimolanti, che forniscono oligosaccaridi, come mannitolo e sorbitolo, betaine, fitormoni, vitamine e microelementi, che hanno una positiva azione stimolatrice sull’olivo. Questi prodotti includono estratti d’alghe, sostanze umiche e materiali organici complessi, e le dosi da applicare devono seguire le istruzioni riportate sull’etichetta, mediamente tra 200 e 250 g/hl. Gli estratti di alghe, come quelle marine o brune, contengono una varietà di sostanze benefiche, tra cui acidi umici e fulvici, possono essere applicati sia al suolo sia alle foglie.

Per i fertilizzanti a base di sostanze umiche ci sono diversi prodotti commerciali che combinano acidi umici, fulvici e altre sostanze organiche complesse, anche questi possono essere utilizzati sia come trattamenti fogliari sia nel terreno. L’acido umico è una sostanza organica complessa, derivata dalla decomposizione di materiali vegetali e microbici, è utilizzato prevalentemente come fertilizzante.

Una gestione attenta e scientificamente informata delle fasi fenologiche dell’olivo, compresa la lignificazione del nocciolo e la pre-induzione delle gemme, è cruciale per garantire una produzione equilibrata e sostenibile. Un’adeguata nutrizione, un monitoraggio costante e l’uso di strategie mirate possono contribuire significativamente al benessere della pianta e alla qualità del raccolto futuro.

Direttore AIPO
Associazione Interregionale
Produttori Olivicoli

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Tags: Aipo, Enzo Gambin, fertilizzazione, in evidenza, lignificazione del nocciolo, pre-induzione gemme

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