Per l’olio di oliva italiano si spalancano le porte dell’India

L'accordo tra Unione europea e paese asiatico azzera i dazi sull'olio di oliva oggi al 45%. Opportunità per il "made in Italy"
Economia
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È una notizia davvero interessante per il settore olivicolo-oleario quella che giunge da Bruxelles dove è stato annunciato l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e l’India, un accordo definito “storico, ambizioso e commercialmente significativo , il più grande del suo genere mai firmato da entrambe le parti”. Notizia interessante perché, tra le misure previste, vi è una progressiva riduzione dei dazi sull’olio di oliva europeo dal 45% allo 0% nell’arco di cinque anni.

Per i paesi produttori di olio di oliva si apre dunque una grande opportunità, tenuto conto che nel paese asiatico vivono 1,4 miliardi di persone e vi è un Pil in costante e significativa crescita. Il settore olivicolo in India, tra l’altro, è una realtà in forte espansione, sebbene parta da volumi ancora contenuti rispetto ai giganti del Mediterraneo. Il Paese sta vivendo una transizione da puro importatore a piccolo produttore, spinto da una crescente consapevolezza salutistica della classe media urbana.

Il consumo annuo si attesta oggi intorno alle 10.000 – 14.000 tonnellate, un dato che mostra tassi di crescita impressionanti (stimati tra il 9% e il 12% annuo per i prossimi dieci anni). I consumatori si concentrano nelle grandi metropoli (come Delhi e Mumbai) e tra i millennial. L’olio d’oliva è percepito come un prodotto “premium” e un alleato contro le malattie cardiovascolari e il diabete, molto diffusi nel Paese.

Una particolarità del mercato indiano è che circa il 40% dell’olio d’oliva non viene utilizzato in cucina, ma per la cosmetica e i massaggi (specialmente per i neonati).

L’opportunità, va ricordato, è su scala europea e vi sono già altri paesi, in particolare la Spagna, pronta ad aggredire anche sul fronte di quantità e prezzi più bassi questo nuovo mercato. Conterà pertanto molto la capacità delle nostre aziende olearie di far valere il peso del “made in Italy” che tutti ci riconoscono, anche giocando di squadra attraverso i Consorzi dedicati alle produzioni certificate.

Oltre all’olio di oliva, altri prodotti dell’agroalimentare italiano potrebbero trovare grandi occasioni commerciali, a cominciare dai vini i cui dazi si dimezzeranno, passando dal 150 a 75% all’entrata in vigore dell’accordo e successivamente al 20%. Anche i prodotti agricoli trasformati, come pane e dolciumi, vedranno l’eliminazione dei dazi fino al 50%.

Nel frattempo, l’UE e l’India stanno negoziando anche per un accordo separato sulle indicazioni geografiche (IG), che contribuirà ad aumentare le vendite di prodotti agricoli tradizionali e iconici dell’UE in India, come appunto , “eliminando la concorrenza sleale sotto forma di imitazioni”, ha sottolineato.

L’UE pubblicherà a breve le bozze dei testi negoziati. Tali testi saranno quindi sottoposti a revisione giuridica e traduzione in tutte le lingue ufficiali dell’UE. Successivamente, la Commissione presenterà la sua proposta al Consiglio per la firma e la conclusione dell’accordo.

Una volta adottati dal Consiglio, l’UE e l’India potranno firmare gli accordi. Dopo la firma, l’accordo dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e il Consiglio dovrà prendere una decisione sulla sua conclusione per entrare in vigore. L’accordo potrà entrare in vigore solo dopo la ratifica da parte dell’India.

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Tags: accordo Unione Europea India, in evidenza, olio di oliva, olio extravergine di oliva

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