Con la piena soddisfazione dei quasi 300 espositori presenti si è chiusa la 7^ edizione di EnoliExpo che ha consacrato Bari quale snodo strategico per la presentazione delle innovazioni a servizio delle filiere olivicolo-olearia e viticolo-enologica.

Circa 10 mila sono stati gli operatori professionali che hanno visitato la fiera nei tre giorni di apertura, apprezzando le soluzioni tecnologiche proposte da chi presentava gli ultimi modelli per la lavorazione di oliveti e vigneti, da chi ha sviluppato programmi per favorire la digitalizzazione in campo, da chi ha introdotto miglioramenti di processo nelle fasi di trasformazione delle olive in olio e delle uve in vino. Con loro i vivaisti da un lato e tutta la filiera del confezionamento dall’altro: produzione di contenitori, linee di imbottigliamento, etichettatura, tappatura, packaging, estensibili al mercato della birra artigianale, altro segmento fieristico.

Affollati e con preziosi aggiornamenti tecnici e professionali i 30 eventi che si sono succeduti nella tre giorni, con la partecipazione di alcuni dei più autorevoli ricercatori dei due settori di riferimento di EnoliExpo, docenti universitari compresi, distribuiti tra le sale convegni e lo della Regione Puglia costantemente animato di appuntamenti. Da segnalare anche le attività portate avanti dalle associazioni di categoria.
Significativa, malgrado la crisi geopolitica, anche la presenza di operatori stranieri provenienti dal nord Africa, dalla Grecia, dalla Turchia e dell’area balcanica, a confermare come l’EnoliExpo di Bari si configuri centrale nel bacino del Mediterraneo, forte anche di una tecnologia, quella del made in Italy, che mantiene il suo forte appeal malgrado la presenza – confermata anche in fiera – di qualificati marchi stranieri.
Un bilancio dunque estremamente positivo per una fiera professionale che conferma la sua vocazione internazionale e che, nella sua formula biennale, ritornerà a Bari nel marzo 2028.


















