Più protetto e produttivo l’olivo trattato con zeolite cubana

Incontro informativo con i risultati di tre indici vegetativi
Tecnica e Ricerca
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“Il ruolo delle polveri di roccia nella mitigazione dei cambiamenti climatici nell’ olivicoltura” è stato il tema dell’incontro tecnico tenutosi presso la sede del Gal Kroton, a Torre Melissa, organizzato insieme a ITS Fondazione Pinta e Bioagrotech, società attiva nella produzione di polveri di roccia, tra cui maggiormente caolino e zeolite cubana, ma anche nel settore della nutrizione vegetale.

Nel dare il via all’incontro (nella foto), il presidente del Gal Kroton Natale Carvello ha posto l’accento sulla necessità di un cambiamento culturale e sulla necessità di puntare ed accrescere le competenze per il comparto agricolo, punto cruciale della provincia di Crotone e per l’intera Calabria.

La serata è proseguita con l’intervento di Mattia Fricano, responsabile tecnico Bioagrotech che ha incentrato il suo intervento sulle peculiarità della zeolite cubana come elemento attivo e coadiuvante nella gestione fitoiatrica delle colture agrarie, in particolare riferimento ai patogeni e parassiti dell’olivo.

A seguire l’intervento di Thomas Vatrano, crop specialist olivo Bioagrotech, che ha illustrato i risultati ottenuti con l’utilizzo della zeolite cubana sulla fisiologia dell’olivo, dove il CNR di Pisa ha fornito il supporto scientifico per la pubblicazione del lavoro. Nel lavoro di Vatrano et al. (2022) le piante trattate con la zeolite cubana nel periodo tra luglio e ottobre 2022 sono state monitorate ogni 15 giorni grazie ad un drone con camera multispettrale. Successivamente le immagini elaborate con un software specifico hanno dato origine a 3 noti indici vegetativi, l’NDVI (Normalized Difference Vegetation Index), il GNDVI (Green Normalized Difference Vegetation Index) e l’MCARI ( Modified Chlorophyll Absorption in Reflectance Index).

Mediante l’NDVI è stato possibile stabilire che le piante trattate con zeolite cubana hanno raggiunto livelli di attività fotosintetica nettamente superiori rispetto al non trattato. Il GNDVI ha dimostrato una più efficace ottimizzazione delle risorse idriche mantenendo valori più alti del controllo, indicando tra l’altro anche un incremento nell’assorbimento di azoto nelle piante gestite con la zeolite cubana.

In merito all’MCARI è stato constatato come le piante trattate hanno sintetizzato una maggiore quantità di clorofilla nonostante i picchi di temperature raggiunti nel periodo considerato.

Ultimo intervento, condotto da Giulio Giannardi, direttore commerciale Bioagrotech che ha riguardato l’utilizzo del caolino nella protezione degli stress abiotici, illustrando la capacità del biofilm nella permeabilità dello spettro elettromagnetico utile alla fotosintesi, e della riflessione dell’infrarosso e dell‘UV nella tutela dell’olivo, come di altre specie arboree.

Bibliografia
Vatrano, M. Fricano, G. Giannardi, D. Manzi, C. Macci. Zeolite su olivo: effetti positivi su fotosintesi e stress. Speciale Difesa Olivo. Informatore Agrario 24/2023

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Tags: in evidenza, Vatrano, zeolite cubana

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