Registro olive e olio: il ministro apre a modifiche ma dopo il test

Nessuna proroga immediata per la registrazione delle operazioni: si parte con la scadenza dei tre giorni lavorativi e si valuteranno correttivi in seguito
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Durante un videocollegamento tenutosi ieri mattina tra il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e gli assessori regionali del settore, si è fatto il punto su diverse tematiche cruciali per il comparto agricolo italiano, tra cui il caro carburanti, la riforma della PAC e la misura Coltiva Italia.

Al centro dell’incontro vi è stata anche la questione relativa alle tempistiche di registrazione delle operazioni relative ad olive e olio all’interno del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale). Il ministro ha confermato che il testo del decreto ministeriale destinato alla firma e alla numerazione sarà quello approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni, il quale fissa in tre giorni lavorativi il termine per gli adempimenti.

Il ministro Lollobrigida

Lollobrigida ha tuttavia espresso la propria disponibilità a valutare eventuali modifiche o l’emanazione di un decreto correttivo/integrativo in una fase successiva. La responsabilità della prova passa ora direttamente agli operatori del settore e ai frantoiani: prima di intervenire con modifiche operative, sarà necessario verificare sul campo se la finestra dei tre giorni lavorativi generi effettivi blocchi o criticità insormontabili nella gestione quotidiana delle attività.

A sottolineare l’opportunità di mantenere i sei giorni di tempo per le registrazioni SIAN erano state numerose associazioni di frantoiani, tra cui FOA Italia, Associazione frantoiani di Puglia, CNA Agroalimentare, Associazione Mastri Oleari. Ad esse si era aggiunta anche ASSITOL, l’associazione dell’industria olearia aderente a Confindustria. Tutte avevano evidenziato le difficoltà in capo ai piccoli frantoi di questo onere burocratico in tempi così stretti, non avendo a disposizione personale sufficiente durante la piena operatività degli impianti da dedicare alle procedure amministrative. Avevano anche aggiunto che l’introduzione del DAO, il Documento di accompagnamento olivicolo era già di per sé sufficiente a garantire la piena tracciabilità del prodotto, senza necessità di ulteriori sovrappesi burocratici.

Una posizione che dapprima gli assessori regionali avevano condiviso tanto da portare all’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni del 22 ottobre la proposta di mantenere i sei giorni, ma che poi, in sede di discussione, è stata modificata, limitandosi ad aggiungere “lavorativi” ai tre giorni proposti dal Ministero per il relativo Decreto.

Ora si attende il Decreto ufficiale e, a ruota – semmai le difficoltà dovessero essere effettivamente confermate – la richiesta di verifica per la quale il ministro, come detto, ha dato la propria disponibilità.

 

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Tags: in evidenza, olio, Olive, registro Sian

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