“Tracollo olio, urgente la dichiarazione dello stato di crisi”

Orgoglio Olivicolo: “Subito la moratoria dei mutui, la riduzione dei contributi, l’aumento del de minimis, gli sgravi. E l'Europa restituisca al comparto i costi generati dal ‘dazio zero’ sull’import dell’olio tunisino”
Economia
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“La dichiarazione dello stato di crisi per il settore olivicolo-oleario rappresenta il cappello formale necessario per l’attivazione di una serie di misure, a cominciare dalla moratoria dei mutui e la riduzione degli oneri di contribuzione per i dipendenti, assieme a un’altra serie di azioni di sostegno alle realtà produttive del comparto: l’aumento della soglia inerente al de minimis, sgravi fiscali per chi produce e ha subito gli effetti più impattanti della crisi tuttora in corso”.

Non molla di un centimetro il Comitato Nazionale Orgoglio Olivicolo. Per evitare il tracollo definitivo del comparto, occorre che le istituzioni si attivino a più livelli. Anche l’Unione Europea è chiamata a fare la sua parte. “A carico della Commissione europea”, spiega il coordinamento del Comitato Nazionale, “c’è la restituzione al settore olivicolo dei costi relativi ai dazi gratuiti di importazione dell’olio
tunisino per 56.700 tonnellate annue (circa 90 milioni di euro). Inoltre, occorre una revisione delle norme sull’etichettatura, con innalzamento del livello massimo di indicazione in etichetta dei blend olio comunitario-olio extracomunitario”.

Alla Commissione europea, inoltre, il Comitato chiede l’attivazione del regolamento comunitario sull’ammasso privato solo per l’olio evo; l’apertura di un tavolo di revisione della riforma PAC, sia per le scelte comunitarie sia per quelle nazionali, con un focus
sull’olivicoltura.

Tutti a Bari!

La recente manifestazione di Bari

Dopo la prima grande manifestazione dello scorso giugno, quando a Bari è stato istituito formalmente il Comitato Nazionale davanti a oltre 1000 olivicoltori e frantoiani giunti da ogni parte d’Italia, l’Orgoglio Olivicolo tornerà a manifestare nel capoluogo pugliese a settembre, in occasione della Fiera del Levante.

“Saremo ancora più forti, uniti e numerosi della prima volta – sostengono dal Comitato – . Siamo riusciti a unire la maggioranza delle realtà italiane della filiera. Vogliamo affrontare e risolvere la peggiore crisi degli ultimi 20 anni per il nostro comparto. Chiediamo che le misure annunciate siano
subito attivate. Serve un tavolo di crisi permanente. Il governo si faccia promotore e garante di un accordo tra il mondo olivicolo-oleario italiano e le cinque principali catene della distribuzione. L’obiettivo è esaurire le giacenze e, al contempo, stabilire entro i primi
giorni di settembre un patto che garantisca l’acquisto dell’olio extravergine d’oliva italiano della prossima campagna a un prezzo sostenibile, capace di soddisfare le esigenze della GDO e, al contempo, di assicurare redditività e respiro a OP, aziende olivicole e
frantoiani”.

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Tags: Bari, in evidenza, olio di oliva, olio extravergine di oliva

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