Se anche l’olio extravergine di oliva vale… un Perù

Nel Paese sudamericano la domanda è in forte crescita
Mercato alimentare nel mondo
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“Valere un Perù”, come espressione, trova la sua origine nel XVI secolo, quando Francisco Pizarro Gonzales, condottiero spagnolo, guidò un esercito contro gli Incas. Quei territori erano ricchi di minerali: in particolare rame, argento e oro.

Lo spunto storico ben si adatta ai risultati di uno studio condotto dalla società spagnola ICEX Spain Exportation and Investment (ente pubblico economico la cui missione è promuovere l’internazionalizzazione delle imprese spagnole). Tale studio indica che l’olio d’oliva può davvero diventare un’altra fonte di ricchezza. Ma non per i conquistatori, bensì per i produttori,  visto il crescente interesse che sta registrando tra i peruviani. In Perù, infatti, la domanda di olio di oliva è in forte  crescita. Questo aumento è dovuto alla grande richiesta da parte dei consumatori peruviani di prodotti del settore agroindustriale di cui fa parte l’olio d’oliva. Il rapporto evidenzia inoltre che la pandemia ha generato una maggiore preoccupazione per la salute alimentare da parte della popolazione peruviana, che ha promosso il consumo di prodotti sani come l’olio d’oliva.

Per quanto riguarda il mercato, anche se le importazioni di olio d’oliva non sono molto elevate, negli ultimi cinque anni hanno guadagnato peso. Tra gli anni 2017-2021, le importazioni di questo prodotto sono passate da 6,6 milioni di dollari a 7,5 milioni di dollari, mostrando un aumento del 13% in questo periodo di tempo.

Il principale paese d’origine dell’olio d’oliva negli ultimi tre anni è di gran lunga la Spagna, seguita dall’Italia. Il valore delle esportazioni dalla Spagna al Perù è stato pari a 6.782.258 dollari nel 2021, che rappresenta il 91% del totale di tutte le importazioni nel periodo. Il secondo paese con il maggior volume di importazioni è l’Italia con una quota dell’8%. Questi due paesi coprono praticamente la quasi totalità delle importazioni di olio del Perù.

Secondo questo studio l’olio d’oliva è considerato un prodotto di qualità e ad alto prezzo venduto principalmente nei grandi supermercati del paese, nonché in negozi specializzati o gourmet. Generalmente in Perù il consumo è estremamente basso. A seconda del profilo del consumatore peruviano, le donne consumano il 50,3% dell’olio d’oliva e gli uomini un po’ meno, circa il 49,7%. Allo stesso modo, questo prodotto gourmet è consumato in misura maggiore dalle persone di età compresa tra 50 e 65 anni, che rappresentano il 37% dei consumi, seguite dalle persone di età superiore ai 65 anni, che rappresentano il 26% del totale.

Per quanto riguarda le tipologie di olio di oliva, il più consumato è l’olio extravergine di oliva (52%), seguito dall’olio di oliva vergine (35%).

Lo studio ICEX ha evidenziato che questo prodotto non è molto integrato nella tradizione gastronomica e culturale del paese, quindi la sua domanda non ha ancora raggiunto il vero potenziale, essendoci molte varietà di oli che vengono utilizzate con maggiore frequenza e familiarità rispetto all’olio d’oliva, tra cui soia, palma, girasole o mais. Tuttavia il mercato peruviano dei prodotti gourmet è caratterizzato da un target limitato, ma da una domanda crescente e continua, con prodotti di alta qualità, non ancora molto conosciuti nel mercato locale, ma che a poco a poco stanno guadagnando un nome nel paese. Questo, in aggiunta ai cambiamenti che stanno vivendo i canali di distribuzione fanno ritenere che il mercato dell’olio di oliva sia ancora in fase di espansione, ma ben lungi dall’essere considerato un mercato maturo. Di conseguenza, nel medio e lungo termine, può offrire molte opportunità interessanti.

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Tags: Perù

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