Grande partecipazione e vivo interesse hanno caratterizzato l’incontro tecnico di aggiornamento “La biodiversità olivicola italiana e gli oli monovarietali”, organizzato da AMAP in collaborazione con DIFARMA e Assaggiatori Associati, presso il Dipartimento di Farmacia del Campus Universitario di Fisciano.
L’iniziativa ha visto la presenza di circa 50 assaggiatori campani e operatori del settore, richiamati da un programma scientifico di alto livello dedicato ai temi della biodiversità olivicola e alla valorizzazione degli oli monovarietali.

Ad aprire i lavori è stata Barbara Alfei, Capo Panel AMAP Marche, che ha presentato una panoramica sulla biodiversità olivicola italiana, sottolineando il forte legame tra varietà e territorio, il ruolo dei nuovi genotipi e le recenti acquisizioni scientifiche in materia di identità genetica e impollinazione; nel suo intervento sono stati illustrati i progetti in corso nelle Marche, realizzati in collaborazione con il CNR-IBBR di Perugia, e le iniziative dedicate alla valorizzazione degli olivi monumentali. Ampio spazio è stato dedicato al valore degli oli monovarietali, considerati un elemento identitario delle diverse realtà olivicole italiane. In questo ambito, è stato evidenziato il lavoro di caratterizzazione portato avanti attraverso la Rassegna nazionale degli oli monovarietali, organizzata annualmente da AMAP.

Massimiliano Magli – IBIMET-CNR Bologna, con cui AMAP collabora da tanti anni, ha quindi illustrato le potenzialità della banca dati degli oli monovarietali (www.olimonovarietali.it), unica al mondo, che raccoglie 4.697 campioni di accertato livello qualitativo, relativi a 204 varietà provenienti da 19 regioni italiane. Le analisi condotte consentono di classificare gli oli in sei tipologie sensoriali e di valutare gli effetti di genotipo, ambiente e annata sulle caratteristiche compositive (in particolare acidi grassi) e sensoriali. Particolare attenzione è stata riservata ai possibili scenari legati ai cambiamenti climatici, e in particolare all’impatto che le temperature stanno avendo, e sempre più avranno, sul contenuto in acido oleico e di conseguenza sulle proprietà nutrizionali e salutistiche degli oli.
Dall’acceso dibattito emerso durante l’incontro è stata ribadita la necessità di accrescere la professionalità lungo l’intera filiera olivicola, a partire dalle scelte varietali e agronomiche fino alla trasformazione, valorizzazione commerciale e diffusione della cultura del consumo consapevole.
La giornata è proseguita con una sessione pratica di assaggio, a cura di Barbara Alfei con il supporto di Donatella Di Sebastiano, durante la quale sono stati presentati alcuni campioni della 23^ Rassegna nazionale degli oli monovarietali, tra cui varietà note come Ascolana tenera e Coratina, accanto ad altre meno diffuse, come la Bella di Cerignola che ha colpito i presenti per i peculiari sentori di legumi, fava fresca e pisello.

Spazio infine all’olivicoltura campana, con un focus sul territorio salernitano a cura di Michele Trimarco (Presidente Assaggiatori Associati) e Giovanni Pipolo (Capo Panel Camera di Commercio di Salerno). In degustazione due varietà meno conosciute, Groia (Nostrale) e Bianca di Pollica, a conferma di una biodiversità olivicola italiana ricca di risorse ancora da scoprire e valorizzare.


















