“Sulla Xylella ristori per il mancato reddito decennale, non per il semplice valore della pianta”

Gennaro Sicolo (Italia Olivicola) dopo i nuovi olivi trovati infetti: "Meridione figlio di un dio minore, i casi aviaria e granchio blu lo dimostrano"
Economia
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Dobbiamo essere molto chiari nel denunciare che, su tante questioni, si pensa al centro-nord e basta. Il meridione è figlio di un dio minore”. A poche ore dall’annuncio dato da OlivoNews di altre 177 piante di olive trovate infette da Xylella nella Capitanata, il presidente di Cia Puglia e di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, non usa mezzi termini per denunciare una generale scarsa attenzione rispetto alla tragedia del batterio killer che sta martoriando la Puglia. E lancia una proposta forte: “All’olivicoltore che, magari per negligenza del Comune che non ha pulito la strada, si vede le proprie piante colpite da Xylella, non va dato come rimborso il semplice valore delle piante, ma il mancato reddito per i successivi 8/10 anni, cioè il tempo necessario per ripiantare la parte di oliveto andato distrutto. Come è accaduto per l’aviaria”.

Gennaro Sicolo

Presidente Sicolo, andiamo con ordine: cosa contesta in particolare alla politica?
La latitanza. Quando si tratta di affrontare i problemi del sud, quasi si preferisce rinviare. Guardate cosa hanno fatto per il granchio blu che ha colpito l’Adriatico del nord. Subito un commissario, subito risorse, subito provvedimenti, subito ristori. Qui è più di un decennio che la Xylella sta distruggendo il patrimonio olivicolo pugliese e ancora non si è deciso nulla”.

Cosa cambierebbe con un Commissario per la Xylella?
Cosa cambierebbe? Tutto. A cominciare dall’affidare pieni poteri ad una autorità che decide e lo fa senza rimpalli di responsabilità. Una autorità che sia in grado di obbligare in maniera ferma e decisa tutti i soggetti coinvolti a svolgerei i compiti che dovrebbero, a partire dal contenimento del vettore. Poi avere risorse a disposizione per un piano di rigenerazione che funzioni veramente, sburocratizzando le procedure, sostenendo chi vuole riprendere la produzione. Ed ancora: incentivando la ricerca scientifica affinché si trovi finalmente una soluzione a questo dramma, aggregando le tante energie che si stanno impegnando in questa ricerca”.

Ma la Regione sarebbe disponibile ad affidare il tutto ad un commissario calato dall’alto?
Ne ho parlato con il presidente De Caro e l’ho trovato molto attento al problema, così come con il nuovo assessore all’agricoltura disponibile ad un intervento deciso”.

Immagino che dai Comuni non potrà che trovare porte aperte a questa decisione…
I Comuni pensino ad agire seriamente. È inutile che si fanno belli mettendo i cartelli Città dell’Olio, partecipando a convegni, parlando davanti ai microfoni per decantare la loro attenzione per il settore oleario, poi lasciano montagne di rifiuti abbandonate nei campi, non puliscono le strade, non controllano che i proprietari dei terreni compiano quanto spetta loro contro il contenimento. Hanno multato Bitonto che è una capitale dell’olivicoltura proprio per la mancata pulizia delle strade, figuriamoci cosa accade nei Comuni più piccoli. Un Commissario può riuscire a dare una sterzata anche a questo lassismo”.

E poi c’è il tema dei rimborsi!
E qui ecco la proposta forte di Italia Olivicola. Perché riconoscere come rimborso il solo valore della pianta? Quell’olivicoltore per ogni pianta eradicata perde reddito per almeno un decennio. E di olivicoltori in queste condizioni ce ne sono migliaia, con tre province distrutte. Tra Regione e Governo si devono mettere d’accordo per prevedere provvedimenti ad hoc, vanno stanziate risorse importanti, parliamo di 500/600 milioni l’anno che gli olivicoltori hanno perso per la Xylella. Questo scempio che si sta perpetrando non può ricadere tutto sulle loro tasche. Vanno aiutati e in maniera concreta”.

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Tags: in evidenza, olivicoltura, Sicolo, Xylella

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