Se Atene piange, Sparta non ride. Se in Italia cresce la preoccupazione per il calo dei consumi, con scorte di olio ancora significative che si riflettono su prezzi in continua discesa, in Spagna la situazione non sembra migliore. Secondo gli ultimi dati provvisori del settore del confezionamento, relativi al periodo da gennaio ad aprile di quest’anno, le vendite di tutti gli oli d’oliva confezionati nel paese iberico sono diminuite del 10,67% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le categorie di olio extravergine e extravergine – gusto intenso registrano i cali maggiori, rispettivamente del 15,3% e del 19%.
Lo evidenzia il giornale di settore Olimerca, sottolineando che la diminuzione del volume di olio extravergine di oliva commercializzato è pari a circa 8.000 tonnellate in quattro mesi, mentre la categoria dell’olio vergine di oliva riesce a mantenere le stesse posizioni nel mercato degli oli confezionati con un volume di scambi di circa 11.400 tonnellate.
Tuttavia, questo calo delle vendite di olio d’oliva non si riflette sull’andamento degli oli di girasole, che faticano a conquistare quote di mercato. Nello specifico, tra gennaio e aprile, le vendite sono rimaste allo stesso livello dell’anno precedente, attestandosi intorno alle 114.000 tonnellate.
L’evoluzione del mercato di questi quattro mesi, rimarca Olimerca, dovrebbe indurre a riflettere sull’eventualità di un cambiamento negli atteggiamenti dei consumatori, in un contesto in cui i prezzi sugli scaffali sono accettabili e non vi sarebbero motivi per un’inversione di tendenza nei consumi.

















