Ecco il nuovo irroratore che riduce sprechi e consumi negli oliveti

Presentato un innovativo sistema di distribuzione di prodotti fitosanitari che arriva direttamente sul fogliame dell'olivo, abbattendo del 70% la dispersione del prodotto nel terreno
Tecnica
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Un nuovo irroratore pneumatico a bassa deriva, sviluppato dai ricercatori dell‘Università di Jaén in Spagna, promette di rivoluzionare la protezione sostenibile delle colture olivicole. Il dispositivo consente infatti di ridurre drasticamente la dispersione dei fitofarmaci nell’ambiente, migliorando al tempo stesso l’efficienza energetica delle operazioni agricole.

Secondo quanto reso noto dalla Fondazione Descubre, il sistema utilizza la minima quantità necessaria di prodotto fitosanitario e lo indirizza con precisione direttamente sulla vegetazione. L’obiettivo è duplice: proteggere la produttività delle colture e limitare l’impatto sugli ecosistemi circostanti.

Le innovazioni introdotte dal nuovo irroratore riguardano soprattutto la riduzione della cosiddetta “deriva”, il fenomeno per cui parte dei pesticidi si disperde nell’aria o si deposita sul terreno anziché raggiungere la pianta. Una criticità che, oltre a causare contaminazione ambientale, comporta sprechi economici per gli agricoltori.

I test sul campo, condotti in un oliveto tradizionale hanno evidenziato risultati significativi: il nuovo sistema riduce la deriva del 65% e la deposizione dei prodotti chimici sul terreno del 70%.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Smart Agricultural Technology descrive un sistema di applicazione “di prossimità” che rappresenta il principale elemento distintivo rispetto agli irroratori tradizionali.

A differenza delle macchine convenzionali, che generano potenti correnti d’aria per spingere il prodotto dal centro dei filari verso la chioma degli alberi, il nuovo modello opera a distanza ravvicinata dalle foglie. In questo modo il flusso nebulizzato viene indirizzato direttamente sulla vegetazione, riducendo al minimo le dispersioni.

Juan Antonio Almazán Lázaro

«Otteniamo un adattamento dinamico alla struttura dell’albero, riducendo la quantità d’aria necessaria e garantendo una copertura precisa ed efficiente», ha spiegato Juan Antonio Almazán Lázaro, autore principale dello studio.

Il dispositivo è progettato come un sistema flessibile capace di adattarsi alla forma della pianta. Bracci articolati e telescopici consentono agli ugelli di seguire il profilo degli alberi e di operare su filari con larghezze comprese tra due e dodici metri. Attraverso una rete di condotti, aria e pesticidi vengono distribuiti con estrema precisione direttamente sul fogliame.

Secondo i ricercatori, questa configurazione evita che il vento trascini via il prodotto, come spesso accade con gli impianti tradizionali. «Nelle attrezzature convenzionali il liquido può essere proiettato per diversi metri nell’aria; nel nostro sistema, invece, la distanza percorsa è minima e il prodotto raggiunge la pianta con grande precisione», ha aggiunto Almazán.

Oltre ai benefici ambientali, il nuovo irroratore garantisce un notevole risparmio energetico. I test hanno infatti dimostrato un consumo inferiore dell’85% rispetto ai sistemi commerciali attualmente in uso: circa 4 kilowatt contro i 30-40 richiesti dagli impianti convenzionali.

Il miglioramento deriva da una nuova architettura del flusso d’aria, che sostituisce il grande ventilatore centrale con condotti ottimizzati capaci di dirigere l’aria direttamente verso la chioma dell’albero.

Sebbene il prototipo sia stato sviluppato inizialmente per gli oliveti, i ricercatori sottolineano che la struttura regolabile del sistema ne consente l’impiego anche in vigneti, agrumeti e altre colture arboree.

Il team dell’Università di Jaén sta ora lavorando all’integrazione di tecnologie avanzate come sensori LiDAR, ultrasuoni e sistemi di visione a colori, che potrebbero permettere alla macchina di riconoscere automaticamente la forma degli alberi e regolare in tempo reale posizione dei bracci e quantità di prodotto erogato. Tra le prospettive future anche l’introduzione di soluzioni Internet of Things per il monitoraggio continuo e la tracciabilità delle operazioni agricole.

La ricerca è stata finanziata dal Ministero dell’Università, della Ricerca e dell’Innovazione del Governo regionale andaluso e dalla stessa Università di Jaén.

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Tags: concimazione, fitosanitari, in evidenza, irroratore

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