Dalla Tunisia all’Italia 8.600 tonnellate di olio al mese

Da novembre a giugno arrivate nel nostro paese circa 70 mila tonnellate, quasi tutto sfuso, per un controvalore stimato in oltre 230 milioni
Economia
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L’Italia si conferma uno dei motori trainanti per il commercio internazionale dell’olio d’oliva tunisino. Ed i nuovi dati diffusi i dall’Osservatorio Nazionale dell’Agricoltura del paese nordafricano (ONAGRI) sono più che eloquenti: tra novembre 2025 e giugno 2026 sono state importate in Italia 69.344 tonnellate di olio, pari ad una media di 8.668 tonnellate mensili. Siamo tra i paesi più invasi dall’olio tunisino: quasi il 20% della produzione della Tunisia (il 19,7% per l’esattezza, su un totale esportato di 352 mila tonnellate) varca i nostri confini. Solo la Spagna ne assorbe di più (il 32,4%), mentre ai nostri livelli sono gli Stati Uniti (19,4%) che trovano questo prodotto non solo meno caro di quello italiano, ma anche privo dei dazi che sono imposti ai paesi dell’Unione europea. 

A livello economico, il boom delle esportazioni (+56,7% rispetto all’anno precedente) ha generato al mercato tunisino ricavi per oltre 4,3 miliardi di dinari (+45%). Ovviamente ogni fornitura all’estero sconta prezzi diversi a seconda dei mesi e delle destinazioni. Ma, facendo una botta di conti sul venduto in Italia, non dovremmo essere molto lontano dal pensare che l’industria olearia italiana abbia versato oltre 800 milioni di dinari tunisini, che tradotto in euro significa 235 milioni.

Ed è nel settore del biologico che l’interesse italiano raggiunge l’apice. A fronte di un’esportazione complessiva di 47.300 tonnellate di olio bio tunisino (per un valore di 622,4 milioni di dinari), l’Italia è il primo acquirente in assoluto con 18.447 tonnellate di forniture richieste, pari al 39% complessivo. In questo caso il nostro paese ha staccato la Spagna ferma al 25% e gli Stati Uniti al 23%,

Il primato del Bio: L’Italia ha assorbito ben il 39% di tutto l’olio d’oliva biologico esportato dalla Tunisia, staccando nettamente la Spagna (25%), gli Stati Uniti (23%) e la Francia (8%).

Nonostante la qualità dell’olio esportato sia altissima – con l’olio extravergine d’oliva che rappresenta l’83,4% del totale – la quasi totalità del prodotto destinato ai mercati esteri (e all’Italia) viene commercializzata allo sfuso (86,3%), mentre il confezionato resta fermo al 13,7%.

Una dinamica che riflette la tendenza dei grandi paesi trasformatori europei ad acquistare materia prima di alta qualità per la miscelazione o l’imbottigliamento, lasciando alla Tunisia un ampio margine di crescita per il futuro sul fronte dei prodotti a più alto valore aggiunto.

Sul fronte dei listini, interessante notare che a giugno il prezzo medio all’esportazione dell’olio tunisino ha registrato un lieve incremento (+3,1%), attestandosi a 13,68 dinari al chilogrammo, pari a 4,05 euro.

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Tags: importazione olio, in evidenza, olio della tunisia, olio tunisino, Tunisia

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