“Con l’olio di semi la staccionata non la salti, ci cadi sopra”

Il monito di Renzo Ceccacci, ex primario e presidente di Olea
Mercato alimentare in Italia
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Renzo Ceccacci, primario emerito di anestesia, rianimazione e analgesia, da 6 anni presidente di Olea (Organizzazione Laboratorio Esperti e Assaggiatori) utilizza la metafora della staccionata per mettere in guardia dall’uso eccessivo e continuativo di olio di semi, in luogo del più sano extravergine di oliva. Richiamandosi infatti ad una vecchia pubblicità sentenzia: “Con l’olio di semi la staccionata non la salti, ci cadi sopra. Purtroppo, però, quel messaggio televisivo di 10 secondi è arrivato diretto a decine di milioni di italiani. Noi possiamo stare le ore in convegni con 100 o 200 persone a spiegare la realtà dei fatti. Resterà sempre una lotta impari”.
La realtà dei fatti, ricorda Ceccacci (nella foto), è l’eccessiva presenza di acidi grassi polinsaturi negli oli di semi: in quello di mais è mediamente oltre il 40%, quindi con una percentuale ben superiore rispetto, ad esempio, al 13% presente nel latte materno che è più o meno la stessa di quella che si riscontra negli extravergine di oliva di qualità.
“Gli acidi grassi polinsaturi – spiega – li chiamiamo essenziali perché non riusciamo a produrli con il nostro organismo. Questi entrano nella composizione di lipoproteine capaci di proteggere le nostre arterie, ma soprattutto entrano nella composizione delle membrane delle nostre cellule. Per questo dobbiamo assumerli in ragione di circa il 13% dei grassi che ingeriamo quotidianamente. Percentuali di maggiore assunzione possono per contro risultare dannose, perché noi non riusciamo a metabolizzare correttamente gli acidi grassi polinsaturi. Quelli non utilizzati per le due funzioni descritte, il nostro organismo li trasforma in perossidi che sono le sostanze che inducono l’invecchiamento delle nostre cellule e purtroppo svolgono anche una attività di possibile facilitazione dell’insorgenza di malattie tumorali.
L’olio extravergine viceversa, grazie al corretto apporto tra grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi, questi ultimi in rapporto tra omega 3 e omega 6 di 1 a 10 hanno praticamente la stessa composizione percentuale dei grassi contenuti nel  latte materno, risultando per questo il grasso vegetale assolutamente perfetto per l’alimentazione umana”.

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