Cresce l’industria olearia, volano i brand italiani all’estero

Pietro Coricelli supera i 78 milioni di litri di olio venduto nel mondo e potenzia il sito produttivo di Spoleto, Salov (Filippo Berio e Sagra) raddoppia l'Edibta e aumenta i volumi
Economia
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L’industria olearia non sembra risentire del calo dei consumi e delle criticità legate al contesto geopolitico, mostrando anzi segnali di crescita e confermando come il brand italiano registri ottima salute, soprattutto all’estero.

Ulteriore conferma di queste indicazioni arrivano dai bilanci di due primari colossi oleari, uno di proprietà di famiglia italiana, l’altro in mano ad un gruppo straniero, entrambi sul mercato con marchi nazionali che hanno recentemente diffuso i propri risultati del 2025.

Qui Pietro Coricelli

Pietro Coricelli, azienda olearia presente sui mercati con i brand Pietro Coricelli e Olio Cirio (acquisito nel 2009), ha chiuso l’esercizio 2025 confermando la solidità del proprio percorso di crescita. La società ha registrato ricavi che sfiorano i 400 milioni di euro, in linea con l’anno precedente, una performance ottenuta nonostante il contesto caratterizzato da elevata volatilità delle materie prime e da una generale complessità dello scenario macroeconomico.

Particolarmente significativo il risultato raggiunto sul fronte dei volumi: nel 2025 Coricelli ha commercializzato 78,7 milioni di litri di olio, in crescita del 25,3% rispetto ai 62,8 milioni di litri del 2024, rafforzando ulteriormente la propria presenza sul mercato.

Chiara Coricelli

L’impresa familiare, fondata a Spoleto nel 1939, è guidata dal 2018 da Chiara Coricelli, Presidente e AD, rappresentante della terza generazione. Sotto la sua guida Pietro Coricelli ha registrato risultati in costante crescita, passando da un fatturato di 116 milioni di euro nel 2018 a 389 milioni nel 2025 e puntando su internazionalizzazione, innovazione e sostenibilità.

Proprio l’internazionalizzazione si conferma uno degli asset più rilevanti del modello di business aziendale. Nel 2025, infatti, la quota export ha superato il 58% del fatturato complessivo, raggiungendo un valore superiore a 226 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto al 36% registrato nel 2024.

Negli ultimi anni, l’azienda ha avviato un significativo piano di investimenti finalizzato a potenziare il sito produttivo di Spoleto e a migliorare l’efficienza dei processi, con un approccio tecnologicamente innovativo e sostenibile. Il piano, dal valore di oltre 13 milioni di euro, ha interessato l’intera superficie operativa di 100.000 m².

Qui Salov

Il Gruppo Salov ha chiuso il bilancio con ottimi risultati sul fronte della redditività e un consolidamento della sua presenza internazionale. Nonostante un fatturato che ha sfiorato i 500 milioni di euro (in lieve flessione rispetto ai 517,6 milioni dell’esercizio precedente), il gruppo toscano ha registrato un’importante crescita dei margini.

L‘Ebitda è infatti raddoppiato, raggiungendo quota 21 milioni di euro e attestandosi su livelli superiori alla media del settore. A trainare la solidità dell’azienda è stato anche l’incremento dei volumi di vendita, saliti del 3% nel corso del 2025 per un totale di 100 milioni di litri erogati (rispetto ai 97 milioni del 2024).

Per celebrare questi traguardi e condividere il valore generato, la società ha stanziato un bonus di 500 euro lordi per ciascun dipendente in tutte le sedi del mondo.

Controllata dal 2014 dal colosso internazionale Bright Food (che nel 2025 ha sviluppato ricavi per 17,6 miliardi di dollari), Salov ha saputo navigare un contesto geopolitico e macroeconomico complesso. L’azienda ha mitigato con successo la pressione sui costi energetici e delle materie prime, ammortizzando l’impatto dovuto al forte calo delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva.

I dati di bilancio confermano la forte vocazione internazionale del gruppo, con l’export che pesa per il 70% sul fatturato complessivo. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato estero. Nonostante le difficoltà e la contrazione dei margini causate dall’introduzione dei dazi, i volumi di vendita hanno tenuto, consolidando la posizione del gruppo. Il Regno Unito si conferma il secondo mercato per valore, registrando una crescita del fatturato del 5% rispetto al 2024. In Asia e Sud America ottime performance per il brand Filippo Berio (mentre il marchio Sagra resta un’esclusiva per il mercato italiano). Si segnala in particolare l’espansione commerciale in India e lo sviluppo in Sud America, quest’ultimo favorito dagli accordi di libero scambio che supportano l’export del Made in Italy.

 

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Tags: in evidenza, industria olearia, olio extravergine d'oliva

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